mercoledì 9 aprile 2025

Rito dell' Olio Santo

Rito dell' Olio Santo o Unzione infermi 
L'Unzione degli Infermi è un sacramento presente sia nella Chiesa Ortodossa che nella Chiesa Cattolica, con alcune differenze nella comprensione e nella pratica.
Nella tradizione ortodossa l'Unzione degli Infermi, chiamata anche "Sacra Unzione" o "Oli Santo", è uno dei sette sacramenti della Chiesa Ortodossa.

È un sacramento di guarigione sia fisica che spirituale, inteso a rafforzare l'anima e il corpo del malato. Non è riservato solo a coloro che sono in pericolo di morte, ma può essere amministrato a chiunque sia afflitto da qualunque malattia fisica o spirituale. La Chiesa Ortodossa sottolinea l'aspetto comunitario del sacramento, con la partecipazione di più sacerdoti, se possibile.
 
Il sacramento viene celebrato con la benedizione dell'olio e l'unzione del malato in diverse parti del corpo, vengono lette preghiere per la guarigione e il perdono dei peccati. Spesso, si celebra in chiesa, ma può essere amministrato anche a casa del malato. 

Differenze principali con la tradizione cattolica:

Nella Chiesa Cattolica, l'Unzione degli Infermi è stata tradizionalmente associata al pericolo di morte, mentre nella Chiesa Ortodossa è intesa come un sacramento per tutti i malati. Entrambe le tradizioni vedono il sacramento come un mezzo di guarigione e di perdono.

Entrambe le tradizioni riconoscono l'origine biblica del sacramento, in particolare nel passo di Giacomo 5:14-15 
e credono nel potere di guarigione di Dio attraverso il sacramento e l' olio di oliva.

In sintesi, l'Unzione degli Infermi è un sacramento di guarigione e conforto, con sfumature diverse nella comprensione e nella pratica tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica.

Mons. Gianni De Paola 

mercoledì 2 aprile 2025

Radici Cristiane e Ponti di Dialogo: Un imperativo per l' Italia di Oggi

Radici Cristiane e Ponti di Dialogo: Un Imperativo per l'Italia di Oggi



L'Italia, culla di una civiltà millenaria profondamente intrisa di valori e tradizioni cristiane, si trova oggi di fronte a una realtà multiculturale e multireligiosa in continua evoluzione. In questo scenario dinamico, emerge con forza la duplice necessità di custodire e valorizzare il proprio patrimonio spirituale cristiano e, al contempo, di aprirsi con fiducia e rispetto al dialogo interreligioso.

Le tradizioni cristiane hanno plasmato l'identità culturale, artistica, sociale e persino linguistica del nostro Paese. Dalle festività religiose che scandiscono il calendario, come il Natale e la Pasqua, alle innumerevoli opere d'arte che narrano storie bibliche, passando per l'etica del servizio e della solidarietà che anima molte iniziative di volontariato, il cristianesimo rappresenta un pilastro fondamentale della storia e del presente italiano. Ignorare o sminuire questa eredità significherebbe privarsi di una chiave di lettura essenziale per comprendere chi siamo e da dove veniamo.

Tuttavia, la difesa delle radici cristiane non può e non deve tradursi in chiusura o in contrapposizione verso chi professa fedi diverse. Al contrario, un'autentica comprensione e valorizzazione della propria identità religiosa dovrebbe condurre naturalmente all'apertura e all'incontro con l'altro. Il dialogo interreligioso non è un optional, ma una necessità impellente in un mondo globalizzato, segnato da conflitti spesso alimentati da incomprensioni e pregiudizi religiosi.
Aprire spazi di dialogo significa creare ponti tra culture e fedi diverse, promuovendo la conoscenza reciproca, il rispetto e la collaborazione su temi di comune interesse come la pace, la giustizia sociale, la tutela dell'ambiente e la dignità umana. Significa riconoscere la ricchezza spirituale presente in ogni tradizione religiosa e imparare gli uni dagli altri, superando stereotipi e paure infondate.
In Italia, diverse iniziative testimoniano un impegno crescente verso il dialogo interreligioso. Comunità cristiane, musulmane, ebraiche, buddiste e di altre fedi si incontrano, condividono esperienze, organizzano eventi culturali e progetti di solidarietà. Queste esperienze concrete dimostrano che la convivenza pacifica e la collaborazione sono possibili e portano benefici a tutta la società.

È fondamentale sottolineare che il dialogo interreligioso non implica in alcun modo la rinuncia alla propria fede o la ricerca di un sincretismo religioso artificiale. Al contrario, un dialogo autentico si basa sulla chiarezza delle proprie convinzioni e sul rispetto per quelle altrui. È proprio a partire dalla propria identità ben definita che si può incontrare l'altro in modo costruttivo e sincero.

In conclusione, l'Italia è chiamata a un compito importante e delicato: onorare e custodire le proprie radici cristiane, che continuano a nutrire la sua cultura e i suoi valori, e contemporaneamente aprirsi con coraggio e intelligenza al dialogo interreligioso. Questa duplice responsabilità non è contraddittoria, ma complementare. Solo attraverso la consapevolezza della propria identità e la volontà di costruire ponti di comprensione e collaborazione con chi è diverso da noi, l'Italia potrà continuare ad essere un faro di civiltà e un modello di convivenza pacifica in un mondo sempre più complesso. Sembrerebbe tuttavia che in questi giorni vadano susseguendosi notizie di aperture incondzionate da una identità Cristiana evangelica, ma filo-politica.....brutta faccenda sempre e comunque! Pace a tutti!

P. Gregorio I - Metropolita della Capitanata 
Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

mercoledì 5 marzo 2025

La Grande Quaresima: Un Cammino di Preparazione alla Pasqua per cattolici e ortodossi.

Quaresima: Un Cammino di Preparazione alla Pasqua




La Quaresima è un periodo di quaranta giorni di preparazione spirituale che precede la Pasqua, la festa più importante per i cristiani. Sia la Chiesa Ortodossa che quella Cattolica osservano questo periodo, ma con alcune differenze significative.

La Quaresima ha radici bibliche, che richiamano i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, in preghiera e digiuno, prima di iniziare il suo ministero pubblico. È un tempo di penitenza, preghiera e carità, volto a purificare l'anima e prepararsi a celebrare la risurrezione di Cristo.

 Nella Chiesa Cattolica la Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì Santo mentre nella Chiesa Ortodossa, conosciuta come la "Grande Quaresima", inizia il Lunedì puro e termina il Venerdì Santo. Il calcolo della data della Pasqua è differente tra le due chiese, influenzando di conseguenza il periodo della Quaresima.

In entrambi le Chiese vi sono pratiche di Digiuno e Astinenza:

 * Chiesa Cattolica: Il digiuno prevede di consumare un solo pasto completo al giorno, con la possibilità di due pasti leggeri. L'astinenza dalla carne è obbligatoria il Mercoledì delle Ceneri e tutti i venerdì di Quaresima.
 * Chiesa Ortodossa: Il digiuno è più rigoroso, con l'esclusione di carne, latticini, uova e pesce (in alcune tradizioni). In alcuni giorni è previsto un digiuno totale o un consumo limitato di cibi crudi.

Altre Pratiche Quaresimali

 * Sia i cattolici che gli ortodossi enfatizzano la preghiera, la lettura delle Scritture e le opere di carità durante la Quaresima.
 * Entrambe le tradizioni prevedono liturgie speciali, come la Via Crucis per i cattolici e i Vespri quaresimali per gli ortodossi.
 * Nella chiesa ortodossa viene dato molto rilievo al sacramento della confessione durante questo periodo.

Somiglianze e Punti in Comune


Nonostante le differenze, la Quaresima ha lo stesso scopo fondamentale in entrambe le tradizioni:

 * Prepararsi spiritualmente alla Pasqua.
 * Rinnovare la propria fede attraverso la preghiera, il digiuno e la carità.
 * Riconciliarsi con Dio e con il prossimo.

In conclusione, la Quaresima è un periodo di profonda riflessione e rinnovamento per i cristiani, un cammino condiviso verso la celebrazione della Pasqua, il cuore della fede cristiana.

Mons. Gianni DE PAOLA

Prosfora e Ostia: Due Pani Sacri, Due Tradizioni alla mensa di Nostro Signore

 Prosfora e Ostia: Due Pani Sacri, Due Tradizioni



Prosfora e ostia sono due forme di pane eucaristico utilizzate nelle celebrazioni cristiane, ciascuna con una storia e un simbolismo unici. Sebbene entrambe rappresentino il corpo di Cristo, le loro differenze riflettono le diverse tradizioni liturgiche e teologiche delle Chiese orientali e occidentali.

Prosfora: L'Offerta del Pane Lievitato

La prosfora, dal greco "prosphorá" (offerta), è il pane utilizzato nelle liturgie delle Chiese ortodosse e delle Chiese cattoliche di rito bizantino. È un pane lievitato, preparato con farina di frumento, acqua, sale e lievito, e la sua preparazione è considerata un atto sacro.

  • Simbolismo e preparazione:
    • La prosfora simboleggia l'offerta dei fedeli a Dio e il pane lievitato rappresenta la pienezza della vita in Cristo risorto.
    • La prosfora è contrassegnata da un sigillo con un'impronta a forma di croce e le lettere greche IC XC NI KA, che significano "Gesù Cristo vince".
    • La preparazione è un atto di devozione, spesso accompagnato da preghiere.

Ostia: Il Pane Azzimo del Sacrificio


L'ostia, dal latino "hostia" (vittima), è il pane utilizzato nella liturgia della Chiesa cattolica di rito romano. È un pane azzimo, preparato solo con farina di frumento e acqua, e la sua forma è generalmente rotonda e sottile.

  • Simbolismo e preparazione:
    • L'ostia simboleggia il corpo di Cristo offerto in sacrificio sulla croce.
    • Il pane azzimo richiama la tradizione ebraica della Pasqua, durante la quale gli Ebrei mangiarono pane non lievitato in fretta, prima della loro fuga dall'Egitto.
    • La sua preparazione è più standardizzata.

Differenze e Similitudini

Le principali differenze tra prosfora e ostia risiedono nella lievitazione e nel simbolismo:

  • La prosfora è lievitata, mentre l'ostia è azzima.
  • La prosfora enfatizza l'offerta dei fedeli, mentre l'ostia sottolinea il sacrificio di Cristo.

Tuttavia, entrambe condividono un significato fondamentale:

  • Entrambe rappresentano il pane eucaristico, il corpo di Cristo, e sono il centro della celebrazione eucaristica.
  • Entrambi i pani sono il tramite con il divino.

Un Ecumenismo del Pane

Nonostante le differenze, prosfora e ostia sono un segno di comunione tra le diverse tradizioni cristiane. Il loro significato profondo ci ricorda che, al di là delle diversità, condividiamo la stessa fede in Cristo e lo stesso pane di vita.

Mons. Gianni DE PAOLA

lunedì 13 gennaio 2025

Santa Nina di Georgia

SANTA NINA ISO APOSTOLA DI GEORGIA
Santa Nina, ( 296 circa - 338/340 circa) è stata colei che ha introdotto il cristianesimo in Georgia. Nata in Cappadocia, giunge missionaria in Georgia, dove oltre alla predicazione, il suo evangelizzare era contrassegnato da numerose guarigioni, che ben presto la resero famosa in tutta la Georgia. La Regina Nana di Georgia e suo marito il Re Mirian III di Iberia furono testimoni personalmente di alcuni miracoli di Santa Nina tanto che presto dichiararono il cristianesimo religione di Stato (327 d.C.).

Dopo anni di attività missionaria e centinaia di conversioni, Santa Nina si ritirò sul monte Bodbe, dove vi rimase fino alla morte (340 circa) e in questo posto venne edificato un monastero a lei dedicato.

Il simbolo più importante della Chiesa Ortodossa Georgiana è la Croce di tralci di vite, meglio conosciuta come la Croce di Santa Nina, bastone a forma di croce, con cui lei si accompagnò durante la sua missione evangelizzatrice. La tradizione racconta che questa croce Nina l’abbia avuta in dono dalla Vergine Maria e attualmente è conservata nella Cattedrale Sioni di Tbilisi. 

A Santa Nina chiedo l’intercessione affinchè chiunque abbia letto questo articolo riceva il dono della conversione e la benedizione del Signore:

O serva della parola di Dio, che eguagliavi nella predicazione il primo apostolo chiamato, Andrea, e imitavi gli altri apostoli; illuminatrice dell’Iberia e lira dello Spirito Santo, santa eguale agli apostoli Nina, prega Cristo per la salvezza delle nostre anime”.

martedì 31 dicembre 2024

Messaggio di Auguri per il nuovo anno 2025

Messaggio di Auguri per il nuovo anno 


Carissimi

un nuovo anno si affaccia alle soglie della nostra vita, tutti noi ci auguriamo sia migliore di quello passato!


Sicuramente sarà diverso, in peggio o in meglio sarà come il Signore vorrà che sia! A noi, cari fratelli spetta il compito di non lasciarci trasportare più di tanto dalle “cose” del mondo, ricordando l' invito di Nostro Signore Gesù Cristo: " Siete nel mondo ma non del mondo."

Con queste parole, Gesù ci chiama ad una vita di veri uomini, non certamente fatta di solo spirito, verrebbe meno infatti, tutto il suo esempio, e verrebbe meno anche il mandato agli apostoli di costruire la sua Chiesa terrestre. Nelle parole di Gesù c'è il mistero della vita, una vita vissuta bene per aver compreso il nostro ruolo, il nostro posto nel mondo adoperandoci al meglio nelle mansioni dalla provvidenza affidateci senza perdere di vista la dimensione di Servitori. Ogni nostro impegno terreno non è altro che per l' edificazione di quel “(...) venga il tuo Regno come in cielo così in terra!” (Mt 6:10)

In questo e per questo ogni cristiano è chiamato al “ buon combattimento” tra servire Dio o mammona! 

Non vi è altro scopo alla vita terrena, che quello di guadagnare la Vita Eterna, dimostrando di essere servi fedeli e in coscienza, inutili ( Lc. 17:10).


A tutti voi, i miei migliori auguri di buon servizio anche per questo nuovo anno, 2025 che sia colmo di ogni grazia di Dio!


Pace a tutti ☦️

P. Gianni De Paola 


lunedì 11 novembre 2024

Gruppo di Preghiera "Καρδιά": Benedizione Apostolica


Gruppo di Preghiera Ecumenico "Καρδιά": Benedizioni di S.B. Filippo Ortenzi



Dopo l'incontro di Esicasmo e Preghiera Sensoriale di giugno scorso, è maturata la necessità di costituire un gruppo di preghiera che sostenesse spiritualmente le numerose richieste di aiuto spirituale che mi arrivano da tanti fratelli vicini e lontani e così dopo un lungo discernimento, il 1settembre 2024 nasce il Gruppo di Preghiera della nostra parrocchia.

Il gruppo si chiama "Καρδιά" dal greco Kardìa ovvero "Cuore" proprio facendo riferimento alla "Preghiera del Cuore" dell'Esicasmo e ho voluto avesse carattere ecumenico, ossia aperto a tutti i Cristiani. Ogni cristiano Ortodosso, Cattolico ecc. può se armato di buona volontà e fede partecipare come operatore della preghiera di intercessione per i casi di volta in volta segnalati.


In soli quasi tre mesi di attività, decine sono state le richieste di intercessione per guarigione fisica, spirituale, conversioni e per famiglie in crisi, e questo dato non può che farci riflettere sul grande bisogno di aiuto spirituale che c'è nelle nostre comunità! 

Ogni appartenente al gruppo di preghiera si impegna a recitare preghiere quotidiane per ogni caso che viene segnalato nel gruppo di  Whats app il Mercoledì sera al termine dell' officio del vespro, celebrato in onore di San Nicola per l'invocazione del patrocinio del Santo su tutte le richieste pervenute.

A due partecipanti, per la loro dedizione fraterna alla preghiera quotidiana ho fatto pervenire la Benedizione Apostolica di S.B. Filippo Ortenzi Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana.
A Fabio e Antonietta le mie congratulazioni per la dedizione verso i fratelli bisognosi di cure spirituali, sulle orme evangeliche del buon Samaritano.


Mons. Gianni DE PAOLA

Il Ritorno alle Sorgenti: La Missione della Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata

Il Ritorno alle Sorgenti: La Missione della Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata ​In un tempo di smarrimento spirituale, dove le radic...