Radici Cristiane e Ponti di Dialogo: Un Imperativo per l'Italia di Oggi
L'Italia, culla di una civiltà millenaria profondamente intrisa di valori e tradizioni cristiane, si trova oggi di fronte a una realtà multiculturale e multireligiosa in continua evoluzione. In questo scenario dinamico, emerge con forza la duplice necessità di custodire e valorizzare il proprio patrimonio spirituale cristiano e, al contempo, di aprirsi con fiducia e rispetto al dialogo interreligioso.
Le tradizioni cristiane hanno plasmato l'identità culturale, artistica, sociale e persino linguistica del nostro Paese. Dalle festività religiose che scandiscono il calendario, come il Natale e la Pasqua, alle innumerevoli opere d'arte che narrano storie bibliche, passando per l'etica del servizio e della solidarietà che anima molte iniziative di volontariato, il cristianesimo rappresenta un pilastro fondamentale della storia e del presente italiano. Ignorare o sminuire questa eredità significherebbe privarsi di una chiave di lettura essenziale per comprendere chi siamo e da dove veniamo.
Tuttavia, la difesa delle radici cristiane non può e non deve tradursi in chiusura o in contrapposizione verso chi professa fedi diverse. Al contrario, un'autentica comprensione e valorizzazione della propria identità religiosa dovrebbe condurre naturalmente all'apertura e all'incontro con l'altro. Il dialogo interreligioso non è un optional, ma una necessità impellente in un mondo globalizzato, segnato da conflitti spesso alimentati da incomprensioni e pregiudizi religiosi.
Aprire spazi di dialogo significa creare ponti tra culture e fedi diverse, promuovendo la conoscenza reciproca, il rispetto e la collaborazione su temi di comune interesse come la pace, la giustizia sociale, la tutela dell'ambiente e la dignità umana. Significa riconoscere la ricchezza spirituale presente in ogni tradizione religiosa e imparare gli uni dagli altri, superando stereotipi e paure infondate.
In Italia, diverse iniziative testimoniano un impegno crescente verso il dialogo interreligioso. Comunità cristiane, musulmane, ebraiche, buddiste e di altre fedi si incontrano, condividono esperienze, organizzano eventi culturali e progetti di solidarietà. Queste esperienze concrete dimostrano che la convivenza pacifica e la collaborazione sono possibili e portano benefici a tutta la società.
È fondamentale sottolineare che il dialogo interreligioso non implica in alcun modo la rinuncia alla propria fede o la ricerca di un sincretismo religioso artificiale. Al contrario, un dialogo autentico si basa sulla chiarezza delle proprie convinzioni e sul rispetto per quelle altrui
. È proprio a partire dalla propria identità ben definita che si può incontrare l'altro in modo costruttivo e sincero.In conclusione, l'Italia è chiamata a un compito importante e delicato: onorare e custodire le proprie radici cristiane, che continuano a nutrire la sua cultura e i suoi valori, e contemporaneamente aprirsi con coraggio e intelligenza al dialogo interreligioso. Questa duplice responsabilità non è contraddittoria, ma complementare. Solo attraverso la consapevolezza della propria identità e la volontà di costruire ponti di comprensione e collaborazione con chi è diverso da noi, l'Italia potrà continuare ad essere un faro di civiltà e un modello di convivenza pacifica in un mondo sempre più complesso. Sembrerebbe tuttavia che in questi giorni vadano susseguendosi notizie di aperture incondzionate da una identità Cristiana evangelica, ma filo-politica.....brutta faccenda sempre e comunque! Pace a tutti!
P. Gregorio I - Metropolita della Capitanata
Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata