giovedì 1 giugno 2023

Il Sacramento del Matrimonio

  Il Sacramento del Matrimonio



L’istituzione del Matrimonio si perde nella notte dei tempi, in ogni società e cultura esiste una forma di riconoscimento pubblico dell’unione di un uomo e una donna per costituire una Famiglia. Nella tradizione Cristiana, il Matrimonio è un Sacramento istituito da Dio; nell’Antico Testamento Dio dice: “ Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e saranno una sola carne”. ( Genesi 2,24).

Nelle Nozze di Cana, Gesù nella sua prima manifestazione pubblica conferma la validità e l’importanza di questa Istituzione, in cui l’uomo e la donna accolgono reciprocamente se stessi come dono di Dio senza dubbi ed esitazioni. 

Gli sposi chiedono alla Chiesa di rendere pubblica questa loro unione e di essere accompagnati nel compimento del “ mistero matrimoniale” voluto da Dio. Mentre in Occidente la Chiesa benedice ciò che due persone fanno, in Oriente il Matrimonio è qualcosa che viene fatto per loro dalla Chiesa. Dopo la libera richiesta di unirsi in matrimonio, gli sposi non dicono e non fanno nulla, ma da quel momento sono guidati dal Sacerdote, quindi dalla Chiesa alla Incoronazione. Gli sposi non mettono da soli nemmeno gli anelli, ma sarà il Sacerdote a farlo per loro. Il Matrimonio Ortodosso assume una reale dimensione sacramentale che come ogni Sacramento può e deve essere somministrato dalla Chiesa per mano dei suoi Sacerdoti. Il Sacramento matrimoniale diviene simile a quello eucaristico, quando per mezzo della transustanziazione i Doni del Pane e del Vino si trasformano nel Corpo e Sangue di Gesù e nel calice si uniscono divenendo il Dio Vivente! 


Così la coppia nel Sacramento matrimoniale non rimane le due persone unite da un contratto, ma si trasforma in qualcosa che non era, cioè in una Icona di Cristo e della sua Chiesa, la coppia diventa una Chiesa domestica. Nel Matrimonio Ortodosso vince quindi un modello di dono del proprio "sé" per quel “noi” e non un modello di “accoglienza” come fosse un ricevere qualcosa o qualcuno. Un dare e non un ricevere.

La Chiesa Ortodossa considera la procreazione atto legittimo e auspicabile del matrimonio, ma non l’unica finalità, poiché il matrimonio è ordinato anche al bene dei coniugi. A tal proposito la sessualità coniugale si inserisce in un atto di donazione reciproca tra uomo e donna oltre che per la procreazione anche per l’unità nel matrimonio. La Chiesa Ortodossa rifiuta ogni colpevolizzazione dell’amore coniugale e reputa lecito alle coppie di cooperare all’unione matrimoniale con il corpo per come Dio lo ha creato. 

L’uomo e la donna in piena libertà decidono di entrare nel mistero matrimoniale rinunciando al proprio "sé" per diventare icona della Famiglia, della Chiesa, che non è l’immagine della convivenza o della semplice unione procreativa, ma è il martirio del sé! Martirio che nel Matrimonio Ortodosso è simboleggiato dalle corone, le corone dei Martiri, che con il loro “Sì” accettano per il bene della Chiesa di Cristo.


            

   

                 Pace e Bene! 

                                                                                                        Padre Gianni De Paola 







Bibliografia:

  • Corpus Canonum Ecclesia Orthodoxa Italica

  • La Chiesa Ortodossa. Sacramenti e Riti (Ilarion Alfeev)

martedì 30 agosto 2022

1° Settembre: “Giornata mondiale per la custodia del creato!

 


VOGLIO ANDARE A VIVERE IN CAMPAGNA……!


Andare a vivere in campagna sarebbe il sogno di tanti, ma in molti purtroppo non possono farlo magari per ovvi motivi!

Allora c’è una iniziativa che vi permette di realizzare questo desiderio di Natura e Campagna per un giorno! Sì, stacca e vai in campagna per un giorno!


“Contadino per un giorno”, questo il nome del laboratorio esperienziale che si svolgerà in più tappe a partire da Settembre, laboratorio che rientra nel Progetto Hesychia.


Progetto Hesychia vuole, attraverso il recupero del rapporto con gli odori, i sapori della natura, i suoi suoni e i suoi ritmi lenti e costanti ri-avvicinare l’uomo alla contemplazione della genuinità del creato e attraverso questo, ri-trovare quella dimensione trascendente della Vita, e ri-trovare Dio Padre, nella pratica della Preghiera del cuore, della preghiera incessante, che nella tradizione cristiana ortodossa assume il nome di Esicasmo!


L’Esicasmo è il metodo di preghiera che ci porta ad essere in equilibrio con il creato e con il Creatore.  


Il Primo settembre ricorre la Giornata Mondiale per la Custodia del Creato, giornata di memoria voluta fortemente dalla Chiesa Ortodossa già dal 1989 alla quale si sono poi aggiunte altre confessioni. Il Progetto Hesychia si muove proprio in questa ottica,.....

Contemplare e custodire il creato…..per lodare il Creatore!


Pace e bene a tutti! …..Vi aspetto, datemi una mano! Diamoci una mano!


Padre Gianni De Paola - Naturopata.

"Progetto Hesychia"

c/o Università Popolare del Molise

Via Moscato, 12

Località Ramitelli Campomarino

Tel. 340 0918314

venerdì 22 luglio 2022

I Sacramentali: armi contro il diavolo


Nel pensiero collettivo, l'esorcismo è considerato il mezzo più efficace per difendersi dal diavolo, in realtà l'esorcismo è la cura ad un problema ormai in atto! Come prevenire gli attacchi ( ordinari e straordinari) e prevenire le imboscate del demonio?  La risposta è: Vivere in grazia di Dio attraverso una vita di fede, vivere i sacramenti e utilizzare con fede i sacramentali messi a disposizione della Chiesa.

Il demonio entra in contatto con noi, attraverso la ordinaria azione di tentazione, oppure attraverso opere straordinarie in due casi:

- mancanza dello stato di grazia (vita sregolata, azioni contro Dio ecc., ereditarietà Spirituale....)

- maleficio ( fatture, maledizioni, malocchio ecc.), volutamente commissionato a un mago ai danni di         qualcuno o qualcosa.

In tutti i casi, è necessario , affinchè il "malato" (in questo caso malato in spirito) guarisca, la sua stessa buona collaborazione con il prete esorcista. Quando l'ammalato collabora, la terapia fa più facilmente effetto. Lo stato di grazia e il perdono incondizionato svolgono un ruolo fondamentale nel processo di liberazione. Le persone oggetto di attacco malefico devono principalmente "perdonare"! Non bisogna illudersi: ricevere esorcismi o sacramentali senza impegnarsi in un cammino di conversione espone al rischio che una volta guariti, dopo poco il demonio torni con molti altri demoni a seguito.

I sacramentali agiscono anche in proporzione alla fede di chi li utilizza, però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia, per questo, essendo segni della fede della Chiesa in loro risiede tanta forza quanta fede.

In generale tutto ciò che è benedetto disturba il diavolo e indebolisce la sua azione (maleficio, fattura ecc.). Per questo a completamento della vita di grazia, è consigliato l'uso di acqua, sale e olio benedetti.

L'acqua benedetta evoca il rito del battesimo e richiama la protezione di Dio, solve e lava il male. Si può anche bere o aspergere luoghi, case e persone.

Il sale benedetto è consigliato per proteggere i luoghi dagli influssi diabolici. Consiglio di tenerne un pò in qualche angolo di casa, ufficio, auto ecc.

L'olio benedetto è utile per liberare il tubo digerente da frammenti di oggetti affatturati e ingeriti (ignaramente) e per la consacrazione di luoghi, oggetti persone ecc.

Altro accorgimento di prevenzione e difesa sono gli oggetti benedetti, infatti è sempre opportuno avere in casa un "Angolo bello", così chiamato nella tradizione cristiana ortodossa, un piccolo altarino domestico, ove vi siano le icone della sacra famiglia per esempio o del santo protettore e altre icone a piacimento. La famiglia, almeno mattino e sera si riunisca davanti all'Angolo bello e preghi invocando la protezione di Dio e i genitori segnino i figli e tra loro con acqua benedetta! Ovviamente l'Angolo bello e le icone devono essere benedette dal sacerdote.

L'uso di far benedire indumenti e fazzoletti (copricapo) risale invece agli Atti degli Apostoli (19,11-12):

" Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano". 

Con viva fede fratelli e sorelle rivolgetevi al vostro padre spirituale e chiedetegli benedizioni e sacramentali! Pace e bene a tutti.

Padre Gianni De Paola - Parrocchia S.Nicola di Myra, Campomarino (CB)

giovedì 5 maggio 2022

LA PACE

 PACE


La Pace, non è l’assenza di guerra. E’ una condizione raggiunta sul piano culturale, politico e ancor prima un fatto spirituale. (1040 - catechismo degli adulti CEI)

E’ dovere di tutti educare se stessi e il prossimo alla pace! 


Dono per eccellenza che l’uomo possiede è la parola e la parola permette la comunicazione. La comunicazione può essere a sua volta strumento per raggiungere la pace e diventa efficace quando crea edificazione e condivisione,  è altrettanto efficace per raggiungere la discordia poichè utilizzata per distruggere, dividere, mortificare, esasperare!


Comunicare è anche gestualità oltre che parola, è atteggiamento, tono di voce, è silenzio. 


Da vent’anni svolgo la professione di Naturopata e per deformazione professionale mi viene di analizzare questa nostra società e ad accostarla (come fosse una persona) a dei Fiori di Bach, che per chi conosce la floriterapia sa essere degli archetipi emozionali ricavati dall’”osservazione” anche sulla scorta della "Signatura rerorum” di paracelsiana memoria.


Ecco l’archetipo che rappresenta il mondo di oggi è senza dubbio “Scleranthus” , espressione di una infinità di dubbi, che ne genera di successivi, come in un labirinto senza via d’uscita, colto da sbalzi di umore e preso dallo sconforto cerca scelte collettive nella speranza più che convinzione, che mal comune sia mezzo gaudio! Comunque lo scleranthus delega volentieri agli altri la decisione finale! Questa condizione è segno di infermità, disarmonia e debolezza interiore! 


Tuttavia, le condizioni emotive, come sappiamo sono soggette a variazioni e condizionamenti, e infatti in quest’ultimo periodo si assiste al progredire di questo scleranthus verso uno stadio holly, che conferisce una personalità molto emotiva, suscettibile, permalosa che nutre sentimenti di competitività, vendetta frustrazione, sfiducia, odio.


Questa analisi tuttavia non dà soluzioni da sola, ma sappiamo, sempre partendo da una forma mentis naturopatica, che analizzando il sintomo saremo condotti alla causa! Però prima di arrivare alla causa bisogna che ricordiamo il processo eziologico della “malattia” secondo la naturopatia e cioè che il “disturbo” ( sintomo, malattia) ha origine dal conflitto tra Spirito e mente, conflitto che si riverbera sul soma instaurando una condizione di malattia.


Questo tipo di conflitto, spiegato molto bene dai principi della psicosomatica, se è vero (come è vero) necessita di un intervento di tipo Spirituale capace di sciogliere il conflitto con la Mente! Quindi oltre che sperare in Viaggi a Mosca da un lato e Egemonia su un territorio (anche perché solo di terreno si tratterebbe visto che di fedeli ce n'è pochi ormai) dall’altra, bisogna rivestirsi del proprio ruolo, e tornare al proprio mestiere e governare il mondo e non essere governati dal mondo!  Ecco questo credo sia il senso delle parole “guerra metafisica”!

Chi ha orecchi per intendere intenda!

Pace e Bene a Tutti! ( e mi raccomando non scomodiamo la Digos, ha da lavorare)


Padre Gianni.

venerdì 18 febbraio 2022

Ecumenismo

L’ Ecumenismo
Il termine “ecumenismo” deriva dal greco oikoumene, che indicava in passato la terra
abitata, e cioè il mondo come era conosciuto nell’antichità. Nell’uso ecclesiastico il termine
“ecumenico” è stato utilizzato per indicare tutto ciò che ha carattere di universalità, in
particolare i concili. Il “movimento ecumenico” invece, è partito nel primo decennio del 1900
e sotto la guida dello Spirito aspira a realizzare la piena comunione fra tutti i cristiani; “Come
Dio la vuole quando egli la vuole e con i mezzi che egli vuole” (P. Couturier).
Prima di ripercorrere brevemente le tappe del cammino ecumenico dal Novecento ad oggi e
esporre il mio pensiero, vorrei porre l’attenzione sul Vangelo, che è pietra angolare sulla
quale e dalla quale ogni ragionamento in materia di Spirito dovrebbe porre principio.
Il Vangelo oltre che “rivelazione” della volontà di Dio incarnato, Gesù Cristo, ha una valenza
profetica sempre attuale. Anche per il movimento ecumenico, Cristo Dio ci dà nel Vangelo
indicazioni della sua volontà, che dal mio punto di vista può essere profetica, in quanto il
movimento ecumenico è qualcosa di futuro cronologico rispetto al Vangelo, ma è attualità
rispetto a Dio.
Le indicazioni che Cristo ci dà sul come affrontare la questione del “pluralismo” dei suoi
seguaci lo troviamo appunto nel Vangelo! Come fosse una “Cartella compressa” per usare
un termine informatico, che rende perfettamente l’idea del mio pensiero, il Vangelo possiede
in sé già tutta le indicazioni per i Cristiani, fino alla nuova e definitiva venuta del Cristo.
Il Vangelo ci parla chiaramente della istituzione degli Apostoli, ci parla dei discepoli di Giovanni, ci parla dei suoi discepoli e ancora
delle genti che pur pagane chiedono intercessione a Cristo (vedasi soldato romano che
chiede di guarire il suo servo)....e quanti guariti (es.i dieci lebbrosi), o altri miracolati da
Cristo. Dalla figura di Gesù Cristo quindi nasce un insieme di vicende e personaggi che a
seconda della propria esperienza andranno a testimoniare Cristo.
Tra tutti i personaggi del Vangelo, gli apostoli scelti da Gesù apparentemente sembrano
avere un ruolo di primazia e di pregio in quanto “scelti”. In realtà il mio pensiero è che tutti
coloro che in ogni caso sono stati toccati da Gesù in quei 33 anni sono tasselli
“complementari” dello stesso puzzle, sono cartelle dello stesso file compresso. L’Apostolo ad
esempio è stato testimone della guarigione del cieco, ma non è il guarito da Cristo!
Immaginiamo senza riuscirci come deve essere stata profonda, immensa la gioia di aver
ricevuto la guarigione da Gesù, ...oltre al beneficio fisico il cieco, l’emorroissa, gli sposi
Cana, i dieci lebbrosi, Zaccheo ecc, avranno sentito dentro di sè i cori angelici esultare
axios, axios!…..di cosa? Della testimonianza della potenza di Dio. Ogni personaggio del
Vangelo quindi è “degno” di annunciare Cristo secondo la propria esperienza vissuta in
prima persona. E’ ovvio cari fratelli che da tutta questa massa di testimonianze non
potessero che nascere anche gruppi e movimenti pro Cristo a quel tempo, e che magari non
seguivano il gruppo degli apostoli “scelti” per varie ragioni pratiche.
Testimonianza di chi, pur non seguendo il gruppo dei dodici, testimonia Cristo, magari a
seguito proprio di “miracolo ricevuto”, (il Vangelo non dice nulla contro tale ipotesi), laabbiamo sia in Luca 9,49-50 che in Marco 9,38-40, nell’episodio chiamato “L’esorcista
estraneo” che recita:
Giovanni prese la parola dicendo:”Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel
tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”. Ma Gesù gli
rispose: “ Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.
La risposta di Gesù è secondo me una risposta profetica e ha valore dottrinale, come a
preparare gli Apostoli, quindi i suoi successori a continuare nel solco dell’ Ecumenismo e
non della Chiusura e di fatto Gesù Cristo costituisce il “parametro” per riconoscere la “piena
comunione” che non ha bisogno di ulteriori dichiarazioni o ufficializzazioni, è il suo “Nome”!
Chi con fede si muove in nome di Gesù Cristo è in comunione, lo stabilisce Gesu’ Cristo
stesso nelle parole del Vangelo. Alla luce delle parole di Gesù, Verità, Vita e Via, nessuno
può discriminare chi in Nome di Gesù, della Santissima Trinità, del Vangelo muove il suo
dovere di Testimonianza Evangelica.
Il dialogo ecumenico nel segno della comunione diventa non un qualcosa a discrezione delle
autorità delle relative organizzazioni, ma un atto di obbedienza a Gesù stesso!
I primi passi importanti del movimento ecumenico, partono dalle Chiese protestanti, nel
1910, che ad Edimburgo si incontrano per coordinare l’attività missionaria e renderla più
efficace. In questo momento non sono state invitate né la Chiesa Cattolica né quella
Ortodossa. Nel 1920 a Ginevra si ripete un incontro del mondo protestante a cui sono
invitate sia la chiesa cattolica che ortodossa, ma la chiesa cattolica declinerà l’invito.
Sempre nel 1920 l’Enciclica del Patriarcato ecumenico della Chiesa Ortodossa - Alle Chiese
di Cristo in ogni luogo - comincerà a lanciare proposte concrete, (ad esempio sul calendario
comune ecc.) e a muovere in maniera più profonda le coscienze. Anche se un po ' in ritardo
(40 anni almeno) arriva anche la risposta della Chiesa Cattolica con il Concilio Ecumenico
Vaticano II, che di fatto da’ delle direttive di apertura al dialogo. Ancora più slancio
ecumenico sarà dato dalla Enciclica di S.S. Papa Giovanni Paolo II - Ut Unum sint - (25
maggio 1995) che sulla scia del Vaticano II traccia, indica concrete azioni di dialogo fra i
cristiani tutti. La Enciclica nella parte introduttiva recita:
..."La testimonianza coraggiosa di tanti martiri del nostro secolo, appartenenti anche ad altre
chiese e comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa Cattolica, infonde nuova
forza all’appello conciliare e ci richiama l’obbligo di accogliere e mettere in pratica la sua
esortazione. Questi nostri fratelli e sorelle, accomunati nell’offerta generosa della loro vita
per il Regno di Dio, sono la prova più significativa che ogni elemento di divisione può essere
trasceso e superato nel dono di sé alla causa del Vangelo.”
Queste parole di grande umiltà ed apertura, arrivano forse un pò tardi, di quasi 2000 anni!
Ma viva Dio sono nel solco del Vangelo più che in quello Conciliare, come al termine viene
confermato.
L’Ecumenismo ha gli stessi nemici del Vangelo, le cose del mondo, le cose di Cesare….!
Non dovremmo mai dimenticare e prescindere dalle parole di Gesù e quindi del Vangelo.Il Vangelo ci rivela che siamo tutti uguali, tutti in comunione se siamo nel Nome di Gesù! Pur
testimoniando Gesù a partire dalla nostra personale esperienza di Gesù! Pur nella diversa
modalità del culto di Gesù.
A sostegno del dialogo tra i cristiani e della diffusione del Vangelo c’è la Testimonianza di
questi e la Preghiera! Sinceramente fratelli cari non vedo altre armi! Non me ne abbiate cari fratelli teologi, le mie sono solo riflessioni di un semplice e inutile servo del Signore!
Pace a tutti!
P.Gianni De Paola

mercoledì 29 settembre 2021

L'Erboristeria: Conoscenza antica e sacra per la cura della salute

 


 

L'erboristeria è la scienza che si occupa delle piante officinali, medicinali, piante aromatiche, piante alimurgiche e cosmetiche, della loro coltivazione, riconoscimento, raccolta, produzione conservazione, elaborazione e commercio a scopi terapeutici (fitoterapia), cosmetici o nutritivi (integratori e nutraceutici).

 

Le origini di questa “sagezza” risalgono a migliaia di anni fa e sono strettamente legate alla nascita e alla sopravvivenza dell’uomo. Tutti gli esseri animali, uomo compreso, dipendono dal regno vegetale dal quale prendono i nutrienti necessari e indispensabili per le loro funzioni vitali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1980 a Tien-Tsin in Cina, definì le piante medicinali nel seguente modo: “E’ pianta medicinale ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono i precursori di emisintesi chemiofarmaceutiche”.

 

Le più antiche testimonianze di impiego terapeutico delle piante medicinali sono egiziane, risalenti al quarto millennio avanti Cristo, e sempre dello stesso periodo sono note le testimonianze della Medicina tradizionale Cinese, l’Ayurveda e la medicina tradizionale Tibetana. In occidente, la piu antica fonte scritta di conoscenza erboristica è rappresentata dal papiro di Ebers ( 1500 a. C.). L’ erboristeria ebbe un forte sviluppo nella civiltà greca, a cui risalgono i primi trattati medici quali “L’Erbario Greco” di Dioscoride, o la “Storia Naturale” di Plinio il Vecchio.

 

Il periodo rinascimentale possiamo farlo coincidere con la nascita della moderna Erboristeria, che comincia ad assere piu’ conosciuta come fitoterapia, insegnata nelle prime scuole mediche laiche e Università, tra le quali possiamo annoverare la “Scuola Medica Salernitana”. Più tardi, sul finire del 1400, l’erboristeria potrà contare su Philiph Theophrast Bombast von Hohenheim, detto “Paracelso”, medico e alchimista. Di Paracelso sono da ricordare tra i tanti due aforismi di grande significato:

“ La natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della Natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile”, e ancora “Sola dosis facit venenum”, aforisma quest’ultimo che rappresenta il canone fondamentale della Farmacognosia.

 

Attualmente l’Erboristeria, può contare su modernissime tecniche di coltivazione delle piante medicinali, altrettanto moderni sistemi di estrazione e titolazione dei principi attivi. È adottata da medici, farmacisti, dietisti, naturopati, veterinari, terapisti alternativi e complementari. Prodotti industrialmente fabbricati sono reperibili nelle erboristerie, in parte nelle farmacie, e alcuni a carattere alimentare in supermercati biologici, specifici per celiaci ecc.

Il vantaggio dei prodotti erboristici è rappresentato dalle poche controindicazioni rendendo i prodotti non sintetizzati più sicuri di quelli farmaceutici concentrati sinteticamente ; lo svantaggio è costituito dai costi e dai tempi meno brevi rispetto ai farmaci di sintesi.

 Padre Gianni De Paola - Sacerdote Ortodosso, Naturopata esperto di rimedi erboristici.

domenica 9 maggio 2021

DOMENICA DI TOMMASO E NICOLA DI MYRA


LA DOMENICA DI TOMMASO

“...beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” Queste le parole di Gesù a Tommaso che non credette fintanto che non vide con i suoi occhi e toccò con le sue mani Gesù!


Oggi 9 Maggio 2021, coincidono la Domenica di Tommaso e la festa per la traslazione di S. Nicola da  Myra a Bari, e per analogia possiamo considerare “Tommaso” tutti coloro che non credono senza vedere e “Nicola di Myra” come coloro che credono senza aver visto.


Infatti, mentre il Vangelo di Giovanni (20:19-31) narra l’incredulità di Tommaso, una leggenda narra di Nicola di Myra, Vescovo (futuro San Nicola) che durante il Concilio di Nicea (anno 325) prese a schiaffi Airo, sacerdote berbero portavoce e sostenitore della corrente teologica conosciuta come “arianesimo” che non considerava Gesù come una delle tre “persone” di Dio uno e trino, corrente che poi fu condannata. Ecco in questa leggenda Nicola per fede incrollabile pur non avendo visto difende Gesù e la sua Essenza, Nicola e colui che crede senza aver visto.


Ognuno di noi può riconoscersi in quanto a fede o in Tommaso o in Nicola. Gesù ci dice che coloro che credono senza aver visto sono “beati” per la fede, tuttavia non condanna Tommaso che nonostante fosse un suo discepolo datato non credette subito alla resurrezione di Cristo! Dio Padre infatti non condanna chi ha necessità di verifiche per credere, ma certamente non apprezza coloro che scimmiottano chi ha fede. Tommaso non crede senza vedere, ma non si prende gioco dei suoi compagni discepoli che gli annunciano la resurrezione di Cristo!  Tommaso resta un uomo serio, consapevole dei propri limiti, in merito alla fede, non scimmiotta la fede altrui per appianare la propria posizione!


In Conclusione fratelli Beati coloro che crederanno senza aver visto e a Te Tommaso mi raccomando cerca in maniera autentica la Tua verità senza insabbiare, imbrattare la Verità che si mostra agli occhi della Fede!


Sia lodato Gesù Cristo, Buona Domenica.

☦️Padre Gianni





Il Calendario Liturgico tra Dogma e Prassi: La Soluzione Ecclesiastica della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

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