martedì 16 settembre 2025

Apostolicita': questione di fede, storia o d' entrambi?

L'apostolicità: una questione di fede o di storia?

​Come cristiani, spesso sentiamo dire che la Chiesa cattolica e quella ortodossa sono "apostoliche", cioè che la loro tradizione risale direttamente agli apostoli di Gesù. Ma credo che sia fondamentale chiederci: questa affermazione regge a un'analisi storica e intellettuale onesta?

​Personalmente, ho iniziato a nutrire dei dubbi quando ho riflettuto su una semplice domanda: cosa succederebbe se Gesù tornasse oggi e scegliesse un "nuovo Pietro", un apostolo sposato, e lo ponesse a capo della Chiesa? Episcopo quindi?

​La risposta, a mio avviso, è un'insorgere. Roma e Costantinopoli con la loro rigida "tradizione" del celibato sacerdotale ( o episcopale) e la loro struttura gerarchica, non lo accetterebbero. Si scatenerebbe una crisi profonda, che metterebbe in discussione non solo una norma secolare, ma l'intera autorità papale a Roma.

​La mia tesi: un allontanamento dalla tradizione originaria

​Da questa riflessione, ho maturato una convinzione: la Chiesa , pur richiamandosi alla tradizione apostolica, si è allontanata da essa. La sua stessa reazione a un'ipotetica scelta di Gesù dimostra questo allontanamento.

​Perché lo penso?

  • ​Pietro era sposato. Il primo "Papa", colui che la tradizione cattolica considera la roccia su cui è stata fondata la Chiesa, aveva una suocera, come raccontano i Vangeli. Nelle prime comunità cristiane, la scelta di un leader sposato non sarebbe stata un problema. Il fatto che oggi lo sia, dimostra che la Chiesa si è evoluta in modo significativo. Qualcuno dirà che se ha fatto delle evoluzioni, sono avvenute nel solco dei Concilio...ma questo quindi significa che è messa in dubbio l' affermazione di Gesù che recita: " Il mondo passa, le mie parole non passeranno mai"!?
  • ​La rigidità della struttura. A differenza della prima Chiesa, che era più flessibile e collegiale, oggi la Chiesa è un'istituzione complessa, con un'autorità centralizzata con leggi severe. L'apostolicità non è più una questione di fedeltà al messaggio del Vangelo, ma di appartenenza a una catena ininterrotta di vescovi e di accettazione dei dogmi sviluppati nel corso dei secoli.

​La differenza tra storia e fede

​Non sto mettendo in discussione la fede di milioni di persone. Sto sollevando un punto di onestà intellettuale: se la Chiesa ha sviluppato una struttura che la rende incapace di accettare una scelta di Gesù, allora forse la sua pretesa di essere "strettamente apostolica" si basa più su un'interpretazione della storia che sulla storia stessa.

​Questa non è una mera provocazione, anzi non lo è affatto, ma è una legittima domanda che ci spinge a distinguere tra ciò che è stato rivelato da Cristo e ciò che è stato costruito dall'uomo. E a mio avviso, una Chiesa che non saprebbe come reagire a un "nuovo Pietro" sposato, è la prova che si è allontanata dalla sua origine e crea in me un problema di coscienza!

​Cosa ne pensate voi? Credete che la Chiesa di oggi sia ancora strettamente legata alla sua origine apostolica o che si sia allontanata dalla sua essenza? Fatemelo sapere nei commenti.

P. Gregorio 

giovedì 28 agosto 2025

La Grande Tribolazione: "Alla fine, il mio Cuore Immacolato Trionferà!"

 "Alla fine, il mio cuore Immacolato Trionferà"


Queste cari lettori sono le parole secondo la tradizione cattolica attribuite alla Vergine Maria durante l'apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima in Portogallo. Durante l'apparizione, dopo aver mostrato ai pastorelli la visione dell'inferno, la Madonna disse le famose parole scritte sopra. Parole di speranza e promessa di vittoria finale del bene sul male, legata al rinnovamento spirituale del mondo.

Le "rivelazioni" mariane di Fatima, sono state riconosciute autentiche dalla Chiesa Cattolica, e sono conosciute anche nelle altre Chiese Cristiane, che pur non entrando in merito alla genuinità dell'apparizione, di certo non possono ignorare il fatto che quelle parole comunque collimano con ciò che invece è universalmente già rivelato e accettato da tutte le chiese cristiane nell'Apocalisse 12 che recita di una "Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di 12 stelle" che combatterà e vincerà un drago (il male). In Apocalisse 21,4 conferma che "Asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto nè lamento..." ...insomma la Vittoria del Bene sul male!

Confortati da questa promessa biblica, non dobbiamo però dimenticare che prima del Trionfo del bene sul Male vi sarà la Grande Tribolazione, che da più parti è considerato un periodo di grandi prove e sofferenze per tutta la Chiesa terrestre. Della tribolazione parla anche l'Apocalisse, la stessa Madonna di Fatima e molti veggenti e profeti. 

A tal proposito sento necessario da qualche mese di rivelare a chi mi legge e mi ascolta una rivelazione mariana fattami nel 2016. Ho gia fatto una prima rivelazione nel mese di giugno scorso durante una omelia e catechesi, ma sento che non basta e perciò ho deciso di scrivere questo articolo, i tempi sono maturi.

Nel 2016 ho avuto una esperienza molto particolare, la visione della Theotokos che rivolgendosi a me da una alta rupe, con volto preoccupato e fare ansioso mi dice, protendendo il braccio destro verso di me (come di chi chiede aiuto per oltrepassare un fosso),  " Le Sette Chiese sono in pericolo"!  (Chiara allusione al primo capitolo dell' Apocalisse).

L'ambientazione della visione era con allo sfondo fumo nero e fuoco e anche ai piedi della vergine vi era come un'ombra scura che sembrava impedirle di muoversi per aiutare le Sette Chiese e di lì scaturiva la sua proccupazione. Oggi ho deciso di rendere pubblica parzialmente questa mia rivelazione privata perchè mi è stato chiesto e perchè i tempi sono maturi, infatti la Grande Tribolazione per le Chiese è in procinto di iniziare e la Terra Santa sarà lo scenario dell'inizio, e il Piccolo Resto è un concetto non solo cattolico, ma cristiano, infatti la persecuzione sarà verso i credenti senza distinzione! Non posso aggiungere altro, né posso commentare ciò che ho visto, ma in tutto questo vi esorto a non dimenticare la promessa dell'Apocalisse, il Bene Trionferà! Tuttavia badiamo a non cullarci sugli allori, perchè come è vero che ci sarà la Grande Vittoria è verità che ci sarà il Giudizio Universale, nel quale saremo chiamati a rispondere ugualmente. Preghiamo, pregate e rimanete aggrappati al Vangelo che sempre è stato e sarà l'unica Verità, Vita e Via. Pace a Tutti.☦️

☦️P. Gregorio 

lunedì 28 luglio 2025

Il rito della Benedizione

Che cos'è la Benedizione Sacerdotale? 
​Ti sei mai chiesto cosa sia esattamente la benedizione sacerdotale e perché sia così importante nella nostra fede? Spesso ne sentiamo parlare o la riceviamo, ma capirne il significato profondo può aiutarci a viverla con maggiore consapevolezza.
​La benedizione sacerdotale non è un sacramento, ma un sacramentale. Qual è la differenza?
​I Sacramenti (come il Battesimo, l'Eucaristia, la Confessione, ecc.) sono stati istituiti direttamente da Gesù Cristo e conferiscono la grazia divina in modo diretto ed efficace. Sono segni visibili che producono ciò che significano.
​I Sacramentali, invece, sono segni sacri istituiti dalla Chiesa (non direttamente da Cristo) con i quali vengono significati effetti soprattutto spirituali, ottenuti per intercessione della Chiesa. Essi preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa.
​La benedizione sacerdotale, in particolare, è un gesto con cui il sacerdote, in nome di Cristo e con l'autorità della Chiesa, invoca la grazia e la protezione di Dio su persone, oggetti o luoghi. È un modo per chiedere a Dio di riversare le sue benedizioni, ovvero doni, favori e protezione divina.
​Un aspetto fondamentale e spesso meno conosciuto della benedizione sacerdotale è la sua valenza di esorcismo. Sì, hai capito bene! Ogni benedizione, anche la più semplice, contiene in sé una dimensione esorcistica. Non stiamo parlando dell'esorcismo maggiore, che è un rito specifico per liberare da possessioni demoniache. Parliamo piuttosto di un "piccolo esorcismo", una preghiera che allontana le influenze negative e il maligno.
​Quando un sacerdote benedice, invoca la potenza di Dio per scacciare ogni presenza o influenza del male, purificare l'ambiente spirituale e proteggere le persone da ogni insidia diabolica. È un'affermazione della signoria di Cristo su ogni forza oscura, un gesto di protezione spirituale che ci circonda con la grazia divina.
​Cosa significa ricevere una benedizione sacerdotale?
Quando un sacerdote ti benedice, sta agendo come strumento di Dio. Non è la sua persona a conferire la grazia, ma Cristo stesso che opera attraverso di lui. Ricevere una benedizione è un atto di fede e apertura alla volontà divina. È un momento per accogliere la pace, la forza e la guida di Dio nella tua vita, e anche per sentirti protetto dalle insidie del male.
​Pensa alla benedizione come a un abbraccio spirituale di Dio, un promemoria della Sua costante presenza e del Suo amore incondizionato per ciascuno di noi, e anche un "scudo" contro le avversità spirituali.
​Hai mai provato un particolare senso di pace dopo una benedizione? Condividi la tua esperienza nei commenti! 👇

+++ Rev.mo Padre Gregorio 

giovedì 26 giugno 2025

Confraternita di San Michele Arcangelo

Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

La Confraternita Arcistratega San Michele Arcangelo è una realtà spirituale e devozionale nata all’interno della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata, con lo scopo di onorare l’Arcangelo Michele quale difensore del popolo di Dio, custode delle anime e combattente contro il male. La confraternita riunisce fedeli uomini e donne animati da uno spirito di preghiera, servizio e lotta spirituale, impegnati a vivere nella luce di Cristo e nella fedeltà alla Tradizione Apostolica.

Essa promuove:

  • la preghiera regolare all’Arcangelo Michele, in particolare con l’ufficiatura del lunedì e le veglie rituali;
  • il servizio ecclesiale e caritativo, in spirito di fraternità;
  • la formazione spirituale continua dei membri, alla luce della dottrina ortodossa riformata;
  • la difesa della fede contro le suggestioni dell’errore e della corruzione morale.


Mons. Gregorio I (al secolo P.Gianni)
Gran Priore della Confraternita


Il Culto di San Michele nell'Ortodossia

San Michele Arcangelo, detto anche Arcistratega, è venerato da tempi antichissimi come capo delle milizie celesti e primo tra gli angeli fedeli a Dio. La sua figura è profondamente radicata nella tradizione ortodossa e nella spiritualità del primo millennio cristiano.

Nel mondo bizantino e siro-orientale, il culto di San Michele si diffuse ampiamente già nei primi secoli. Una delle più antiche chiese a lui dedicate fu eretta a Chone (Colosse) in Frigia, teatro di celebri miracoli legati alla sua protezione. La liturgia ortodossa bizantina celebra l’Arcistratega l’8 novembre (secondo il calendario giuliano), insieme agli altri Arcangeli, in una festa detta dei “Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele”.

Nel pensiero ortodosso, San Michele è visto come colui che accompagna le anime alla soglia del giudizio, protettore del popolo di Dio e mediatore nei momenti di battaglia spirituale. Per questo, molte comunità monastiche e confraternite si sono affidate a lui nei secoli, invocandone la guida e l’intercessione.







Spiritualità e Segni distintivi

I membri della Confraternita portano un segno di riconoscimento con l'effigie dell’Arcangelo e partecipano a momenti comuni di preghiera, pellegrinaggi e opere di misericordia. La loro spiritualità è marcata da tre direttrici:
  1. Fedeltà alla Chiesa e ai suoi pastori legittimi;
  2. Zelo per la verità e la giustizia di Dio;
  3. Custodia della purezza del cuore e della comunità.

San Michele è per loro modello di coraggio, custode nelle tentazioni, luce nelle tenebre, voce della chiamata divina a una vita trasformata dalla grazia.

≪ Quis ut Deus ≫
                                             

martedì 24 giugno 2025

Al servizio del Vangelo: le nuove vocazioni confermate dalla Chiesa

 La Chiesa cresce

Durante la Divina Liturgia al Vespro della II Domenica di Matteo,  è stato ordinato il nuovo Accolito, Gabriele,  ed è stato elevato ad Arci-Accolito Alessandro De Paola, storico Accolito della Parrocchia S. Nicola.






IRSN E CONFRATERNITA 

Altre due novità riguardanti la nostra comunità sono la fondazione dell'Istituto Teologico  Religioso San Nicola di Myra (IRSN) e della Confraternita Archistratega San Michele Arcangelo.

L'IRSN nasce da una collaborazione tra la Chiesa e l'Università Popolare del Molise "Paracelso" - APS,  ed è un dipartimento che ha come scopo quello della formazione Teologica del Clero della Chiesa.

La Confraternita avrà quale scopo la promozione della devozione a S. Michele Arcangelo e della Retta Fede e di sostegno alla Chiesa e alle opere della stessa.                                                                        Priore Nazionale della Confraternita è stata eletta la Sig.ra Antonella Silvano, che sarà affiancata da 2 Vice-Priori, il Sig. Albino De Paola e la Sig.ra Anna Maria Barletta.




 

giovedì 29 maggio 2025

La Festa dell’Ascensione: tra Mistero Divino e Tradizione Popolare nel Sud Italia

La festa dell’Ascensione celebra uno dei momenti più solenni del calendario cristiano: il ritorno di Gesù Cristo al cielo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione. Secondo gli Atti degli Apostoli (1, 9-11), Gesù, dopo aver parlato ai discepoli sul Monte degli Ulivi, fu elevato in cielo sotto i loro occhi, scomparendo in una nube. La Chiesa celebra questo evento il quarantesimo giorno dopo Pasqua, che cade sempre di giovedì.

Se da un lato la liturgia dell’Ascensione è carica di significato teologico e spirituale — Cristo che, asceso al Padre, inaugura la piena glorificazione dell’umanità — dall’altro questa ricorrenza ha dato vita, soprattutto nel Meridione d’Italia, a una fiorente tradizione popolare, agricola e rituale, che fonde il sacro con il ritmo stagionale della terra, un tempo di Benedizioni e Speranze per i Raccolti.

Nelle regioni del Sud Italia, l’Ascensione è stata per secoli un momento cruciale dell’anno agricolo. Si credeva che in questo giorno la terra si aprisse simbolicamente al cielo, e che le preghiere salissero più facilmente a Dio. Da qui l’usanza, ancora viva in alcuni borghi rurali, di benedire i campi e le messi affinché fossero fecondi e protetti da calamità.

In molte aree della Calabria, della Lucania e del Molise, era usanza che i contadini portassero in chiesa mazzetti di spighe, rami d’ulivo, fiori di campo o anche acqua raccolta dalle sorgenti al mattino presto: tutto ciò veniva benedetto durante la Messa dell’Ascensione e poi riportato a casa come protezione per l’intera famiglia, tradizione ancora perpetrata dalla nostra Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata.

In diversi paesi del Sud Italia, soprattutto in Campania e Puglia, si consumavano cibi simbolici legati alla festa: uova sode (segno della vita nuova e della risurrezione), pane lievitato in forme particolari (a volte con croci o disegni floreali) e verdure spontanee come cicorie, borragine e ortica, raccolte all’alba. 
In alcuni paesi dell’entroterra campano, le donne preparavano un pane benedetto chiamato “pane dell’Ascensione”, da spezzare tra familiari e animali della stalla come segno di comunione e protezione.

In alcune località della Sicilia orientale e dell’Irpinia, l’Ascensione era rievocata attraverso vere e proprie rappresentazioni sceniche: una statua del Cristo risorto veniva issata verso l’alto tramite corde e carrucole, mentre il popolo intonava canti liturgici e lanciava petali di fiori.
Questi riti, spesso accompagnati da bande musicali e fuochi d’artificio, univano la devozione al desiderio di festa e di comunione tra le generazioni.

Le tradizioni popolari legate all’Ascensione nel Mezzogiorno d’Italia raccontano di una fede profondamente radicata nella natura e nella ciclicità del tempo, dove i grandi misteri della fede cristiana si intrecciano con la sapienza contadina. In queste usanze, la festa non è solo celebrazione liturgica, ma momento di alleanza tra cielo e terra, tra il divino e il quotidiano.

Oggi, mentre molte di queste tradizioni stanno scomparendo, cresce il desiderio di recuperare una spiritualità incarnata, che sappia riscoprire i simboli semplici e potenti della nostra cultura popolare. 

L’Ascensione ci ricorda che il cielo non è lontano, ma si apre ogni volta che il cuore si solleva, come Cristo, verso l’alto.

Concludo con una semplice invocazione:

<< “Signore Gesù, salito alla gloria del Padre, donaci di seguire il tuo cammino con occhi rivolti al cielo e piedi ben piantati sulla terra. Amen.”>>

Buona festa dell’Ascensione a tutti!

+++ Padre Gregorio 

venerdì 16 maggio 2025

Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata: intervista a Padre Gregorio

Padre ci dice brevemente della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata?

La Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata è una comunità di fede che nasce dal desiderio di vivere e testimoniare il Vangelo di Cristo nella tradizione ortodossa, con cuore aperto e spirito rinnovato. Radicata nell’insegnamento evangelico e apostolico, ispirata dalla spiritualità dei Padri e nella ricchezza liturgica dell'Oriente cristiano, accoglie la cultura latina come terreno fecondo per incarnare una fede viva, semplice e autentica. È una Chiesa autonoma, ma profondamente cattolica nella sua apertura universale, che cammina nel solco della Tradizione, riformando ciò che è necessario da una parte per una maggiore aderenza alla realtà dei primi Apostoli ( sacerdozio uxorato ad esempio) e servire meglio l’uomo d’oggi e accompagnarlo nel cammino verso Dio, aprendo il sacramento della comunione a tutti indistintamente, quale medicina che guarisce le “ malattie Spirituali” che impediscono il cammino verso la Theosis.

Essendo una piccola e giovane chiesa, per giunta non in comunione con altre realtà ecclesiali consolidate e strutturate,  come pensa di affrontare ad esempio la mancanza dei luoghi dove esercitare il culto comunitario o attività di apostolato ecc.?

Ottima domanda, ma che dal mio punto di vista ha una risposta molto ovvia e soprattutto evangelica. Gesù ci ha insegnato che non è necessario possedere una casa chiamata Chiesa, lui infatti era chiamato rabbino ma non serviva in nessuna sinagoga. Allora, nella spiritualità Cristiana, la famiglia non è soltanto un’istituzione sociale, ma una vera e propria Chiesa in miniatura – una Chiesa domestica in cui si manifesta e si realizza il mistero della comunione con Dio e tra le persone.

La Chiesa Domestica: icona del Regno nella vita familiare saranno le nostre strutture, le strade i giardini come Gesù sulle rive del mare o sulla barca di Pietro siamo o no nella Casa del Signore, la Creazione intendo. Il modello della Chiesa domestica si ritrova nelle prime comunità cristiane, che si radunavano nelle case per la frazione del pane, l’ascolto della Parola e la preghiera comune (cf. Atti 2,46; Rom 16,5). Queste famiglie erano luoghi di santificazione, dove la fede veniva trasmessa non con discorsi, ma con la vita.

Nella tradizione ortodossa infatti, ogni casa benedetta diventa uno spazio sacro: l’angolo delle icone (l’“angolo bello” o iconostasio domestico), la luce della lampada votiva, l’acqua benedetta, la preghiera mattutina e serale sono segni visibili di una fede incarnata nella quotidianità, quel modo di vivere la Fede che Gesù ha insegnato agli apostoli e che noi della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata vogliamo vivere pubblicamente ecco perché la parola “Riformata”!!!!! Nulla a che vedere con il protestantesimo, con tutto il rispetto!

Che visione avete del matrimonio e perché aprite al sacerdozio sposato?

Il mistero del matrimonio, celebrato come sacramento (mysterion), è l’inizio della fondazione della Chiesa domestica. L’unione tra marito e moglie diventa icona dell’amore tra Cristo e la Chiesa                 (comunità) e i figli sono accolti come dono di Dio, educati nella fede e nella carità. San Giovanni Crisostomo scriveva: “Fai della tua casa una Chiesa. Poiché tu sei responsabile della salvezza di tua moglie, dei tuoi figli e dei tuoi servi” (Omelia sulla Lettera agli Efesini). Credo fermamente che Gesù vedeva in Pietro il “buon padre di famiglia”, ecco perché lo scelse a coordinatore del gruppo, un discorso che andrebbe approfondito.

In cosa consiste la vostra attività pastorale incentrata sulla Chiesa Domestica? E che ruolo hanno i fedeli?

I fedeli dice? Una comunità orante e missionaria.

La Chiesa domestica è chiamata a vivere:


  • la preghiera liturgica sia comunitaria che personale, come respiro quotidiano dell’anima;


  • l’educazione spirituale, trasmettendo la fede ortodossa con amore, pazienza e coerenza ai figli;


  • la carità concreta, verso i membri della famiglia e verso il prossimo;


  • l’accoglienza e l’ospitalità, come espressione dell’amore cristiano.


In questo, le famiglie cristiane di ogni confessione possono riconoscersi: cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti condividono la visione della famiglia come luogo di discepolato, di preghiera e di comunione fraterna. In un tempo segnato da crisi relazionali e spirituali, riscoprire la Chiesa domestica è un atto profetico. Essa è il primo luogo in cui la fede diventa vita vissuta, esperienza sacramentale e testimonianza silenziosa. Ed è anche un terreno comune in cui le diverse Chiese possono incontrarsi, pregare e cooperare per il bene delle famiglie e della società.

Come insegna la tradizione ortodossa, ogni famiglia può diventare un’oasi del Regno, dove si prefigura la liturgia eterna del Cielo, nel ritmo semplice della vita quotidiana.

Padre Gregorio, una ulteriore comunità ecclesiale distinta e con propria autonomia direzionale come la vostra, non è da intendersi come spaccatura, disgregazione e anti Ecumenica, visto il grande sforzo di tornare ad una Chiesa indivisa?

Io sono convinto Ecumenico, e sostenitore di una Chiesa monolitica e sono convinto che c’ è già più unità di quella che sembra, ma la pretendiamo in una maniera sbagliata, interpretando la questione con un pensiero umano, basato su un concetto amministrativo, burocratico politico.

Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?».  E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

Su questa Verità si fonda la Chiesa di Cristo, su questa Fede si fonda la Chiesa indivisa! E se questa è la Nostra Fede la Chiesa è ancora indivisa! La Fede che la Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata professa è quella di Pietro, espressa da lui nel versetto di cui sopra, pertanto ci consideriamo in Comunione con tutti coloro che dicono a Gesù «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Gesù non si preoccupa troppo delle scaramucce fra gli apostoli, e poi li dividerà a due a due e fonderanno le Chiese…..non la Chiesa, perché le singole Chiese particolari costituiscano La Chiesa Universale unita dalla Fede! È la Fede che dirime la questione non altro. Gesù ha eliminato il concetto di Popolo Eletto, ha eliminato il concetto sacerdotale levitico, ha criticato il modo di vivere dei farisei, ha chiamato a partecipare alla sua festa tutti, zoppi, ricchi, poveri, giudei, pagani, greci, romani…..Carissimo sono convinto che l' unità non possa essere una nuova Torre di Babele nell' immaginario del Signore visto cosa ne ha fatto della famosa torre. Ma l' unità è nel sapersi accogliere diversi ma uguali nella fede!

Ha un messaggio per le altre realtà ecclesiali?

Sì, amiamoci l' un l'altro, come Lui ama noi! E lavoriamo perché  ogni famiglia torni  ad essere un’oasi del Regno, dove si prefigura la liturgia eterna del Cielo, nel ritmo semplice della vita quotidiana. Ah! Dimenticavo di fare un appello ai fratelli più potenti non  teniamoci stretti i luoghi di culto inutilizzati come patrimonio immobiliare ma aprite qulle porte a Cristo che parla attraverso i fratelli più piccoli!




Il Calendario Liturgico tra Dogma e Prassi: La Soluzione Ecclesiastica della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

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