martedì 31 marzo 2026

Il Ritorno alle Sorgenti: La Missione della Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata

Il Ritorno alle Sorgenti: La Missione della Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata

​In un tempo di smarrimento spirituale, dove le radici sembrano farsi fragili e l’identità cristiana appare spesso sbiadita, sorge una chiamata al ritorno. Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di restaurare il futuro riscoprendo la purezza del primo millennio. La Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata nasce con un mandato preciso: riportare nel cuore dell’Occidente il soffio del Cristianesimo delle origini.

​La nostra missione si fonda sulla fede che i Santi Apostoli Pietro e Paolo portarono a Roma. Riconosciamo in Pietro il Corifeo degli Apostoli, la roccia della testimonianza e il primo Patriarca d’Occidente. Tuttavia, lo riconosciamo per ciò che era nel primo millennio: un centro di unità nella carità, un "primo tra pari" tra i fratelli vescovi, capo del Patriarcato Cristiano Ortodosso di Roma, inteso come quella sede che, prima dei grandi scismi e delle centralizzazioni medievali, custodiva la Verità dogmatica in comunione con tutto l'orbe cristiano, all'unisono con la cosiddetta Pentarchia.

​Per dare voce a questa missione, abbiamo scelto di celebrare il Divino Sacrificio attraverso il Rito Gallicano, adattato con sapienza. È un rito antico, latino nella lingua e nella sensibilità, ma profondamente ortodosso nella struttura.

​A differenza delle forme liturgiche moderne, noi conserviamo con venerazione la Proscomidia: il rito solenne della preparazione del Pane e del Vino. In quel momento sacro, l'intero cosmo e l'intera Chiesa — angeli, santi, vivi e defunti — vengono radunati attorno all'Agnello sul Diskos. È una liturgia che non è spettacolo, ma partecipazione reale al Mistero Celeste.

​Spesso si pensa all'Ortodossia come a qualcosa di etnico o lontano. La nostra Chiesa dimostra il contrario: si può essere pienamente fedeli alla dottrina ortodossa dei primi sette Concili Ecumenici rimanendo figli dell'Occidente.

  • ​Non siamo contro il Cattolicesimo Romano odierno, ma offriamo la riscoperta di quella Cattolicità Ortodossa che Roma stessa viveva nei primi secoli.
  • Non siamo un'importazione moderna, ma una restaurazione di ciò che è stato indebitamente dimenticato.

​Ogni nostra preghiera, ogni incenso levato e ogni parola del Vangelo ha un solo scopo: la salvezza delle anime. La Chiesa come insegnato da Gesù e dagli Apostoli, non è un'organizzazione giuridica, ma un "Ospedale Spirituale". Attraverso i Sacramenti amministrati secondo la tradizione apostolica e la fedeltà ai canoni antichi, offriamo ai fedeli la medicina dell'immortalità.

​"Camminiamo sulle strade di oggi con il cuore dei Padri, perché solo tornando alla Sorgente l'acqua torna a essere pura."

​Invitiamo chiunque cerchi una fede che sia allo stesso tempo rigorosa nella dottrina e ardente nella carità a scoprire questo cammino. Siamo la Chiesa che non ha mai smesso di amare la Roma di Pietro e Paolo, cercando di servirla nella Verità dell'Ortodossia.


venerdì 20 febbraio 2026

La Giustizia come Bene Comune: Perché, come Pastore, scelgo il "Sì"

La Giustizia come Bene Comune: Perché, come Pastore, scelgo il "Sì"

​In queste settimane che ci separano dal referendum del 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma della giustizia ha assunto toni accesi, coinvolgendo non solo il mondo della politica e del diritto, ma anche le comunità di fede. Recentemente, abbiamo assistito a interventi di esponenti della Chiesa Cattolica (CEI) che, seppur informalmente, hanno espresso orientamenti orientati al "No".

​Come Pastore della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata, sento il dovere di offrire una riflessione differente, non per spirito di contrapposizione, ma per amore della verità e del bene del nostro popolo. Credo fermamente che le ragioni del rispondano a un’esigenza di giustizia che è, prima di tutto, un’istanza etica.

​La riforma propone la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica. Da un punto di vista evangelico, la "terzietà" non è un freddo tecnicismo, ma la garanzia che ogni uomo e donna, davanti a un tribunale, trovi un ascolto libero da pregiudizi.

​"Non farete ingiustizia in giudizio; non avrai riguardo alla persona del povero, né onorerai la persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia" (Levitico 19:15).


​Perché la giustizia sia credibile, il Giudice deve essere strutturalmente distinto dall'Accusa. Solo così il "Giusto Processo", sancito dall'Articolo 111 della nostra Costituzione, diventa realtà tangibile per il cittadino.

​Un altro pilastro della riforma è l'introduzione del sorteggio per i componenti del CSM. Spesso la politica e le istituzioni (comprese quelle ecclesiali) rischiano di restare intrappolate in logiche di appartenenza e "correnti".

Affidarsi a un sorteggio non è un segno di sfiducia nella competenza, ma un atto di umiltà istituzionale. Significa spezzare i legami di interesse che a volte offuscano il merito e l'indipendenza, permettendo alla magistratura di ritrovare la sua purezza originaria.

​La nostra Chiesa, Italo Ortodossa  Riformata, vive nel mondo senza esserne schiava, ma ne riconosce i bisogni di rinnovamento e li sostiene . Non dobbiamo temere il cambiamento se questo punta a una maggiore trasparenza ed equilibrio. Sostenere il significa, a mio avviso, incoraggiare un sistema in cui al centro c'è la dignità della persona, e rendere l'apparato giudiziario più equilibrato, meno autoreferenziale e quindi percepito più equilibrato.

​Votare è un atto di responsabilità civile  e come cristiani, siamo chiamati a essere "sale della terra". Il mio invito non è a una scelta di parte, ma a una scelta di coscienza. Sostenere questa riforma significa scommettere su una giustizia più umana, più limpida e, per questo, più vicina al modello di equità che Dio ci chiede di perseguire e in ultimo ma non da ultimo significa riportare nella società quella Cristianità che si considera morta, ma che in realtà è ancora tenacemente presente in un "piccolo resto".  

​Il 22 e 23 marzo, io voterò SÌ. Per una giustizia che non sia solo punizione, ma verità condivisa, educazione al rispetto del prossimo e del bene comune.

P. Gregorio 

lunedì 26 gennaio 2026

Filakto e Scapolare: due sacramentali della tradizione cristiana

Se siete mai stati in Grecia, o se avete osservato con attenzione il risvolto della giacca di un nonno ortodosso o la culla di un neonato, avrete notato un piccolo quadratino di stoffa colorata, spesso ricamato con una croce.

​Quel piccolo oggetto è il Filakto (dal greco phylaktos, "custodire", "proteggere"). Non è un semplice amuleto, ma un concentrato di spiritualità e tradizione millenaria.

​Nella tradizione ortodossa, il Filakto è un sacramentale che viene solitamente confezionato nei monasteri o dal sacerdote. All'interno di quel minuscolo sacchetto di velluto o seta non c'è "magia", ma segni tangibili di devozione:

  • Fiori dell'Epitaphios: frammenti di fiori benedetti durante il Venerdì Santo.
  • Cotone imbevuto di olio santo: proveniente dalle lampade che ardono davanti alle icone dei santi.
  • Frammenti di incenso o terra santa.

​Portarlo addosso è un modo per ricordarsi costantemente della presenza di Dio e della protezione dei Santi. È il primo regalo che spesso riceve un bambino al battesimo, appuntato discretamente sui vestiti per "custodire" il suo cammino.

​Un ponte tra Oriente e Occidente: Filakto e Scapolare 

​Il Filakto è per molti versi l’equivalente orientale dello Scapolare cattolico. Sebbene abbiano origini storiche diverse, il "cuore" spirituale è lo stesso.

  • Lo Scapolare occidentale nasce come parte dell’abito monastico (la striscia di stoffa che scende sulle spalle) per poi diventare, in formato ridotto, un segno di devozione mariana per i laici.
  • Il Filakto orientale nasce come una protezione, benedizione portatile, legata spesso ai luoghi santi o alle reliquie.

​Entrambi rappresentano il desiderio umano di "indossare la preghiera". Proprio come lo scapolare è un segno di affidamento alla Madonna, il Filakto è un richiamo visibile alla grazia invisibile. In un certo senso, sono "abiti spirituali" in miniatura: ci ricordano che la fede non è qualcosa che lasciamo in chiesa la domenica, ma qualcosa che cammina con noi, nel taschino o vicino al cuore.

​In un mondo che corre veloce, il Filakto ci invita alla lentezza e alla cura. È un oggetto tattile, profumato di incenso e storia, che ci connette a generazioni di fedeli che hanno cercato protezione e conforto nel divino.

E voi? Conoscevate questa tradizione o ne possedete uno? Raccontatecelo nei commenti! 👇

​#Filakto #TradizioneOrtodossa #Fede #Spiritualità #Scapolare #OrienteEOccidente #CulturaGreca #TradizioniCristiane

martedì 16 settembre 2025

Apostolicita': questione di fede, storia o d' entrambi?

L'apostolicità: una questione di fede o di storia?

​Come cristiani, spesso sentiamo dire che la Chiesa cattolica e quella ortodossa sono "apostoliche", cioè che la loro tradizione risale direttamente agli apostoli di Gesù. Ma credo che sia fondamentale chiederci: questa affermazione regge a un'analisi storica e intellettuale onesta?

​Personalmente, ho iniziato a nutrire dei dubbi quando ho riflettuto su una semplice domanda: cosa succederebbe se Gesù tornasse oggi e scegliesse un "nuovo Pietro", un apostolo sposato, e lo ponesse a capo della Chiesa? Episcopo quindi?

​La risposta, a mio avviso, è un'insorgere. Roma e Costantinopoli con la loro rigida "tradizione" del celibato sacerdotale ( o episcopale) e la loro struttura gerarchica, non lo accetterebbero. Si scatenerebbe una crisi profonda, che metterebbe in discussione non solo una norma secolare, ma l'intera autorità papale a Roma.

​La mia tesi: un allontanamento dalla tradizione originaria

​Da questa riflessione, ho maturato una convinzione: la Chiesa , pur richiamandosi alla tradizione apostolica, si è allontanata da essa. La sua stessa reazione a un'ipotetica scelta di Gesù dimostra questo allontanamento.

​Perché lo penso?

  • Pietro era sposato. Il primo "Papa", colui che la tradizione cattolica considera la roccia su cui è stata fondata la Chiesa, aveva una suocera, come raccontano i Vangeli. Nelle prime comunità cristiane, la scelta di un leader sposato non sarebbe stata un problema. Il fatto che oggi lo sia, dimostra che la Chiesa si è evoluta in modo significativo. Qualcuno dirà che se ha fatto delle evoluzioni, sono avvenute nel solco dei Concilio...ma questo quindi significa che è messa in dubbio l' affermazione di Gesù che recita: " Il mondo passa, le mie parole non passeranno mai"!?
  • La rigidità della struttura. A differenza della prima Chiesa, che era più flessibile e collegiale, oggi la Chiesa è un'istituzione complessa, con un'autorità centralizzata con leggi severe. L'apostolicità non è più una questione di fedeltà al messaggio del Vangelo, ma di appartenenza a una catena ininterrotta di vescovi e di accettazione dei dogmi sviluppati nel corso dei secoli.

​La differenza tra storia e fede

​Non sto mettendo in discussione la fede di milioni di persone. Sto sollevando un punto di onestà intellettuale: se la Chiesa ha sviluppato una struttura che la rende incapace di accettare una scelta di Gesù, allora forse la sua pretesa di essere "strettamente apostolica" si basa più su un'interpretazione della storia che sulla storia stessa.

​Questa non è una mera provocazione, anzi non lo è affatto, ma è una legittima domanda che ci spinge a distinguere tra ciò che è stato rivelato da Cristo e ciò che è stato costruito dall'uomo. E a mio avviso, una Chiesa che non saprebbe come reagire a un "nuovo Pietro" sposato, è la prova che si è allontanata dalla sua origine e crea in me un problema di coscienza!

​Cosa ne pensate voi? Credete che la Chiesa di oggi sia ancora strettamente legata alla sua origine apostolica o che si sia allontanata dalla sua essenza? Fatemelo sapere nei commenti.

P. Gregorio 

giovedì 28 agosto 2025

La Grande Tribolazione: "Alla fine, il mio Cuore Immacolato Trionferà!"

 "Alla fine, il mio cuore Immacolato Trionferà"


Queste cari lettori sono le parole secondo la tradizione cattolica attribuite alla Vergine Maria durante l'apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima in Portogallo. Durante l'apparizione, dopo aver mostrato ai pastorelli la visione dell'inferno, la Madonna disse le famose parole scritte sopra. Parole di speranza e promessa di vittoria finale del bene sul male, legata al rinnovamento spirituale del mondo.

Le "rivelazioni" mariane di Fatima, sono state riconosciute autentiche dalla Chiesa Cattolica, e sono conosciute anche nelle altre Chiese Cristiane, che pur non entrando in merito alla genuinità dell'apparizione, di certo non possono ignorare il fatto che quelle parole comunque collimano con ciò che invece è universalmente già rivelato e accettato da tutte le chiese cristiane nell'Apocalisse 12 che recita di una "Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di 12 stelle" che combatterà e vincerà un drago (il male). In Apocalisse 21,4 conferma che "Asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto nè lamento..." ...insomma la Vittoria del Bene sul male!

Confortati da questa promessa biblica, non dobbiamo però dimenticare che prima del Trionfo del bene sul Male vi sarà la Grande Tribolazione, che da più parti è considerato un periodo di grandi prove e sofferenze per tutta la Chiesa terrestre. Della tribolazione parla anche l'Apocalisse, la stessa Madonna di Fatima e molti veggenti e profeti. 

A tal proposito sento necessario da qualche mese di rivelare a chi mi legge e mi ascolta una rivelazione mariana fattami nel 2016. Ho gia fatto una prima rivelazione nel mese di giugno scorso durante una omelia e catechesi, ma sento che non basta e perciò ho deciso di scrivere questo articolo, i tempi sono maturi.

Nel 2016 ho avuto una esperienza molto particolare, la visione della Theotokos che rivolgendosi a me da una alta rupe, con volto preoccupato e fare ansioso mi dice, protendendo il braccio destro verso di me (come di chi chiede aiuto per oltrepassare un fosso),  " Le Sette Chiese sono in pericolo"!  (Chiara allusione al primo capitolo dell' Apocalisse).

L'ambientazione della visione era con allo sfondo fumo nero e fuoco e anche ai piedi della vergine vi era come un'ombra scura che sembrava impedirle di muoversi per aiutare le Sette Chiese e di lì scaturiva la sua proccupazione. Oggi ho deciso di rendere pubblica parzialmente questa mia rivelazione privata perchè mi è stato chiesto e perchè i tempi sono maturi, infatti la Grande Tribolazione per le Chiese è in procinto di iniziare e la Terra Santa sarà lo scenario dell'inizio, e il Piccolo Resto è un concetto non solo cattolico, ma cristiano, infatti la persecuzione sarà verso i credenti senza distinzione! Non posso aggiungere altro, né posso commentare ciò che ho visto, ma in tutto questo vi esorto a non dimenticare la promessa dell'Apocalisse, il Bene Trionferà! Tuttavia badiamo a non cullarci sugli allori, perchè come è vero che ci sarà la Grande Vittoria è verità che ci sarà il Giudizio Universale, nel quale saremo chiamati a rispondere ugualmente. Preghiamo, pregate e rimanete aggrappati al Vangelo che sempre è stato e sarà l'unica Verità, Vita e Via. Pace a Tutti.☦️

☦️P. Gregorio 

lunedì 28 luglio 2025

Il rito della Benedizione

Che cos'è la Benedizione Sacerdotale? 
​Ti sei mai chiesto cosa sia esattamente la benedizione sacerdotale e perché sia così importante nella nostra fede? Spesso ne sentiamo parlare o la riceviamo, ma capirne il significato profondo può aiutarci a viverla con maggiore consapevolezza.
​La benedizione sacerdotale non è un sacramento, ma un sacramentale. Qual è la differenza?
​I Sacramenti (come il Battesimo, l'Eucaristia, la Confessione, ecc.) sono stati istituiti direttamente da Gesù Cristo e conferiscono la grazia divina in modo diretto ed efficace. Sono segni visibili che producono ciò che significano.
​I Sacramentali, invece, sono segni sacri istituiti dalla Chiesa (non direttamente da Cristo) con i quali vengono significati effetti soprattutto spirituali, ottenuti per intercessione della Chiesa. Essi preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa.
​La benedizione sacerdotale, in particolare, è un gesto con cui il sacerdote, in nome di Cristo e con l'autorità della Chiesa, invoca la grazia e la protezione di Dio su persone, oggetti o luoghi. È un modo per chiedere a Dio di riversare le sue benedizioni, ovvero doni, favori e protezione divina.
​Un aspetto fondamentale e spesso meno conosciuto della benedizione sacerdotale è la sua valenza di esorcismo. Sì, hai capito bene! Ogni benedizione, anche la più semplice, contiene in sé una dimensione esorcistica. Non stiamo parlando dell'esorcismo maggiore, che è un rito specifico per liberare da possessioni demoniache. Parliamo piuttosto di un "piccolo esorcismo", una preghiera che allontana le influenze negative e il maligno.
​Quando un sacerdote benedice, invoca la potenza di Dio per scacciare ogni presenza o influenza del male, purificare l'ambiente spirituale e proteggere le persone da ogni insidia diabolica. È un'affermazione della signoria di Cristo su ogni forza oscura, un gesto di protezione spirituale che ci circonda con la grazia divina.
​Cosa significa ricevere una benedizione sacerdotale?
Quando un sacerdote ti benedice, sta agendo come strumento di Dio. Non è la sua persona a conferire la grazia, ma Cristo stesso che opera attraverso di lui. Ricevere una benedizione è un atto di fede e apertura alla volontà divina. È un momento per accogliere la pace, la forza e la guida di Dio nella tua vita, e anche per sentirti protetto dalle insidie del male.
​Pensa alla benedizione come a un abbraccio spirituale di Dio, un promemoria della Sua costante presenza e del Suo amore incondizionato per ciascuno di noi, e anche un "scudo" contro le avversità spirituali.
​Hai mai provato un particolare senso di pace dopo una benedizione? Condividi la tua esperienza nei commenti! 👇

+++ Rev.mo Padre Gregorio 

giovedì 26 giugno 2025

Confraternita di San Michele Arcangelo

Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

La Confraternita Arcistratega San Michele Arcangelo è una realtà spirituale e devozionale nata all’interno della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata, con lo scopo di onorare l’Arcangelo Michele quale difensore del popolo di Dio, custode delle anime e combattente contro il male. La confraternita riunisce fedeli uomini e donne animati da uno spirito di preghiera, servizio e lotta spirituale, impegnati a vivere nella luce di Cristo e nella fedeltà alla Tradizione Apostolica.

Essa promuove:

  • la preghiera regolare all’Arcangelo Michele, in particolare con l’ufficiatura del lunedì e le veglie rituali;
  • il servizio ecclesiale e caritativo, in spirito di fraternità;
  • la formazione spirituale continua dei membri, alla luce della dottrina ortodossa riformata;
  • la difesa della fede contro le suggestioni dell’errore e della corruzione morale.


Mons. Gregorio I (al secolo P.Gianni)
Gran Priore della Confraternita


Il Culto di San Michele nell'Ortodossia

San Michele Arcangelo, detto anche Arcistratega, è venerato da tempi antichissimi come capo delle milizie celesti e primo tra gli angeli fedeli a Dio. La sua figura è profondamente radicata nella tradizione ortodossa e nella spiritualità del primo millennio cristiano.

Nel mondo bizantino e siro-orientale, il culto di San Michele si diffuse ampiamente già nei primi secoli. Una delle più antiche chiese a lui dedicate fu eretta a Chone (Colosse) in Frigia, teatro di celebri miracoli legati alla sua protezione. La liturgia ortodossa bizantina celebra l’Arcistratega l’8 novembre (secondo il calendario giuliano), insieme agli altri Arcangeli, in una festa detta dei “Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele”.

Nel pensiero ortodosso, San Michele è visto come colui che accompagna le anime alla soglia del giudizio, protettore del popolo di Dio e mediatore nei momenti di battaglia spirituale. Per questo, molte comunità monastiche e confraternite si sono affidate a lui nei secoli, invocandone la guida e l’intercessione.







Spiritualità e Segni distintivi

I membri della Confraternita portano un segno di riconoscimento con l'effigie dell’Arcangelo e partecipano a momenti comuni di preghiera, pellegrinaggi e opere di misericordia. La loro spiritualità è marcata da tre direttrici:
  1. Fedeltà alla Chiesa e ai suoi pastori legittimi;
  2. Zelo per la verità e la giustizia di Dio;
  3. Custodia della purezza del cuore e della comunità.

San Michele è per loro modello di coraggio, custode nelle tentazioni, luce nelle tenebre, voce della chiamata divina a una vita trasformata dalla grazia.

≪ Quis ut Deus ≫
                                             

martedì 24 giugno 2025

Al servizio del Vangelo: le nuove vocazioni confermate dalla Chiesa

 La Chiesa cresce

Durante la Divina Liturgia al Vespro della II Domenica di Matteo,  è stato ordinato il nuovo Accolito, Gabriele,  ed è stato elevato ad Arci-Accolito Alessandro De Paola, storico Accolito della Parrocchia S. Nicola.






IRSN E CONFRATERNITA 

Altre due novità riguardanti la nostra comunità sono la fondazione dell'Istituto Teologico  Religioso San Nicola di Myra (IRSN) e della Confraternita Archistratega San Michele Arcangelo.

L'IRSN nasce da una collaborazione tra la Chiesa e l'Università Popolare del Molise "Paracelso" - APS,  ed è un dipartimento che ha come scopo quello della formazione Teologica del Clero della Chiesa.

La Confraternita avrà quale scopo la promozione della devozione a S. Michele Arcangelo e della Retta Fede e di sostegno alla Chiesa e alle opere della stessa.                                                                        Priore Nazionale della Confraternita è stata eletta la Sig.ra Antonella Silvano, che sarà affiancata da 2 Vice-Priori, il Sig. Albino De Paola e la Sig.ra Anna Maria Barletta.




 

giovedì 29 maggio 2025

La Festa dell’Ascensione: tra Mistero Divino e Tradizione Popolare nel Sud Italia

La festa dell’Ascensione celebra uno dei momenti più solenni del calendario cristiano: il ritorno di Gesù Cristo al cielo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione. Secondo gli Atti degli Apostoli (1, 9-11), Gesù, dopo aver parlato ai discepoli sul Monte degli Ulivi, fu elevato in cielo sotto i loro occhi, scomparendo in una nube. La Chiesa celebra questo evento il quarantesimo giorno dopo Pasqua, che cade sempre di giovedì.

Se da un lato la liturgia dell’Ascensione è carica di significato teologico e spirituale — Cristo che, asceso al Padre, inaugura la piena glorificazione dell’umanità — dall’altro questa ricorrenza ha dato vita, soprattutto nel Meridione d’Italia, a una fiorente tradizione popolare, agricola e rituale, che fonde il sacro con il ritmo stagionale della terra, un tempo di Benedizioni e Speranze per i Raccolti.

Nelle regioni del Sud Italia, l’Ascensione è stata per secoli un momento cruciale dell’anno agricolo. Si credeva che in questo giorno la terra si aprisse simbolicamente al cielo, e che le preghiere salissero più facilmente a Dio. Da qui l’usanza, ancora viva in alcuni borghi rurali, di benedire i campi e le messi affinché fossero fecondi e protetti da calamità.

In molte aree della Calabria, della Lucania e del Molise, era usanza che i contadini portassero in chiesa mazzetti di spighe, rami d’ulivo, fiori di campo o anche acqua raccolta dalle sorgenti al mattino presto: tutto ciò veniva benedetto durante la Messa dell’Ascensione e poi riportato a casa come protezione per l’intera famiglia, tradizione ancora perpetrata dalla nostra Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata.

In diversi paesi del Sud Italia, soprattutto in Campania e Puglia, si consumavano cibi simbolici legati alla festa: uova sode (segno della vita nuova e della risurrezione), pane lievitato in forme particolari (a volte con croci o disegni floreali) e verdure spontanee come cicorie, borragine e ortica, raccolte all’alba. 
In alcuni paesi dell’entroterra campano, le donne preparavano un pane benedetto chiamato “pane dell’Ascensione”, da spezzare tra familiari e animali della stalla come segno di comunione e protezione.

In alcune località della Sicilia orientale e dell’Irpinia, l’Ascensione era rievocata attraverso vere e proprie rappresentazioni sceniche: una statua del Cristo risorto veniva issata verso l’alto tramite corde e carrucole, mentre il popolo intonava canti liturgici e lanciava petali di fiori.
Questi riti, spesso accompagnati da bande musicali e fuochi d’artificio, univano la devozione al desiderio di festa e di comunione tra le generazioni.

Le tradizioni popolari legate all’Ascensione nel Mezzogiorno d’Italia raccontano di una fede profondamente radicata nella natura e nella ciclicità del tempo, dove i grandi misteri della fede cristiana si intrecciano con la sapienza contadina. In queste usanze, la festa non è solo celebrazione liturgica, ma momento di alleanza tra cielo e terra, tra il divino e il quotidiano.

Oggi, mentre molte di queste tradizioni stanno scomparendo, cresce il desiderio di recuperare una spiritualità incarnata, che sappia riscoprire i simboli semplici e potenti della nostra cultura popolare. 

L’Ascensione ci ricorda che il cielo non è lontano, ma si apre ogni volta che il cuore si solleva, come Cristo, verso l’alto.

Concludo con una semplice invocazione:

<< “Signore Gesù, salito alla gloria del Padre, donaci di seguire il tuo cammino con occhi rivolti al cielo e piedi ben piantati sulla terra. Amen.”>>

Buona festa dell’Ascensione a tutti!

+++ Padre Gregorio 

venerdì 16 maggio 2025

Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata: intervista a Padre Gregorio

Padre ci dice brevemente della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata?

La Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata è una comunità di fede che nasce dal desiderio di vivere e testimoniare il Vangelo di Cristo nella tradizione ortodossa, con cuore aperto e spirito rinnovato. Radicata nell’insegnamento evangelico e apostolico, ispirata dalla spiritualità dei Padri e nella ricchezza liturgica dell'Oriente cristiano, accoglie la cultura latina come terreno fecondo per incarnare una fede viva, semplice e autentica. È una Chiesa autonoma, ma profondamente cattolica nella sua apertura universale, che cammina nel solco della Tradizione, riformando ciò che è necessario da una parte per una maggiore aderenza alla realtà dei primi Apostoli ( sacerdozio uxorato ad esempio) e servire meglio l’uomo d’oggi e accompagnarlo nel cammino verso Dio, aprendo il sacramento della comunione a tutti indistintamente, quale medicina che guarisce le “ malattie Spirituali” che impediscono il cammino verso la Theosis.

Essendo una piccola e giovane chiesa, per giunta non in comunione con altre realtà ecclesiali consolidate e strutturate,  come pensa di affrontare ad esempio la mancanza dei luoghi dove esercitare il culto comunitario o attività di apostolato ecc.?

Ottima domanda, ma che dal mio punto di vista ha una risposta molto ovvia e soprattutto evangelica. Gesù ci ha insegnato che non è necessario possedere una casa chiamata Chiesa, lui infatti era chiamato rabbino ma non serviva in nessuna sinagoga. Allora, nella spiritualità Cristiana, la famiglia non è soltanto un’istituzione sociale, ma una vera e propria Chiesa in miniatura – una Chiesa domestica in cui si manifesta e si realizza il mistero della comunione con Dio e tra le persone.

La Chiesa Domestica: icona del Regno nella vita familiare saranno le nostre strutture, le strade i giardini come Gesù sulle rive del mare o sulla barca di Pietro siamo o no nella Casa del Signore, la Creazione intendo. Il modello della Chiesa domestica si ritrova nelle prime comunità cristiane, che si radunavano nelle case per la frazione del pane, l’ascolto della Parola e la preghiera comune (cf. Atti 2,46; Rom 16,5). Queste famiglie erano luoghi di santificazione, dove la fede veniva trasmessa non con discorsi, ma con la vita.

Nella tradizione ortodossa infatti, ogni casa benedetta diventa uno spazio sacro: l’angolo delle icone (l’“angolo bello” o iconostasio domestico), la luce della lampada votiva, l’acqua benedetta, la preghiera mattutina e serale sono segni visibili di una fede incarnata nella quotidianità, quel modo di vivere la Fede che Gesù ha insegnato agli apostoli e che noi della Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata vogliamo vivere pubblicamente ecco perché la parola “Riformata”!!!!! Nulla a che vedere con il protestantesimo, con tutto il rispetto!

Che visione avete del matrimonio e perché aprite al sacerdozio sposato?

Il mistero del matrimonio, celebrato come sacramento (mysterion), è l’inizio della fondazione della Chiesa domestica. L’unione tra marito e moglie diventa icona dell’amore tra Cristo e la Chiesa                 (comunità) e i figli sono accolti come dono di Dio, educati nella fede e nella carità. San Giovanni Crisostomo scriveva: “Fai della tua casa una Chiesa. Poiché tu sei responsabile della salvezza di tua moglie, dei tuoi figli e dei tuoi servi” (Omelia sulla Lettera agli Efesini). Credo fermamente che Gesù vedeva in Pietro il “buon padre di famiglia”, ecco perché lo scelse a coordinatore del gruppo, un discorso che andrebbe approfondito.

In cosa consiste la vostra attività pastorale incentrata sulla Chiesa Domestica? E che ruolo hanno i fedeli?

I fedeli dice? Una comunità orante e missionaria.

La Chiesa domestica è chiamata a vivere:


  • la preghiera liturgica sia comunitaria che personale, come respiro quotidiano dell’anima;


  • l’educazione spirituale, trasmettendo la fede ortodossa con amore, pazienza e coerenza ai figli;


  • la carità concreta, verso i membri della famiglia e verso il prossimo;


  • l’accoglienza e l’ospitalità, come espressione dell’amore cristiano.


In questo, le famiglie cristiane di ogni confessione possono riconoscersi: cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti condividono la visione della famiglia come luogo di discepolato, di preghiera e di comunione fraterna. In un tempo segnato da crisi relazionali e spirituali, riscoprire la Chiesa domestica è un atto profetico. Essa è il primo luogo in cui la fede diventa vita vissuta, esperienza sacramentale e testimonianza silenziosa. Ed è anche un terreno comune in cui le diverse Chiese possono incontrarsi, pregare e cooperare per il bene delle famiglie e della società.

Come insegna la tradizione ortodossa, ogni famiglia può diventare un’oasi del Regno, dove si prefigura la liturgia eterna del Cielo, nel ritmo semplice della vita quotidiana.

Padre Gregorio, una ulteriore comunità ecclesiale distinta e con propria autonomia direzionale come la vostra, non è da intendersi come spaccatura, disgregazione e anti Ecumenica, visto il grande sforzo di tornare ad una Chiesa indivisa?

Io sono convinto Ecumenico, e sostenitore di una Chiesa monolitica e sono convinto che c’ è già più unità di quella che sembra, ma la pretendiamo in una maniera sbagliata, interpretando la questione con un pensiero umano, basato su un concetto amministrativo, burocratico politico.

Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?».  E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 

Su questa Verità si fonda la Chiesa di Cristo, su questa Fede si fonda la Chiesa indivisa! E se questa è la Nostra Fede la Chiesa è ancora indivisa! La Fede che la Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata professa è quella di Pietro, espressa da lui nel versetto di cui sopra, pertanto ci consideriamo in Comunione con tutti coloro che dicono a Gesù «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Gesù non si preoccupa troppo delle scaramucce fra gli apostoli, e poi li dividerà a due a due e fonderanno le Chiese…..non la Chiesa, perché le singole Chiese particolari costituiscano La Chiesa Universale unita dalla Fede! È la Fede che dirime la questione non altro. Gesù ha eliminato il concetto di Popolo Eletto, ha eliminato il concetto sacerdotale levitico, ha criticato il modo di vivere dei farisei, ha chiamato a partecipare alla sua festa tutti, zoppi, ricchi, poveri, giudei, pagani, greci, romani…..Carissimo sono convinto che l' unità non possa essere una nuova Torre di Babele nell' immaginario del Signore visto cosa ne ha fatto della famosa torre. Ma l' unità è nel sapersi accogliere diversi ma uguali nella fede!

Ha un messaggio per le altre realtà ecclesiali?

Sì, amiamoci l' un l'altro, come Lui ama noi! E lavoriamo perché  ogni famiglia torni  ad essere un’oasi del Regno, dove si prefigura la liturgia eterna del Cielo, nel ritmo semplice della vita quotidiana. Ah! Dimenticavo di fare un appello ai fratelli più potenti non  teniamoci stretti i luoghi di culto inutilizzati come patrimonio immobiliare ma aprite qulle porte a Cristo che parla attraverso i fratelli più piccoli!




martedì 13 maggio 2025

Καρδιά: Costituita la Fraternità Ecumenica della COAR

 

Καρδιά: Costituita la Fraternità Ecumenica della COAR



E' stata ufficializzata con atto  proprio del Sinodo COAR, sentito il parere del Consiglio Pastorale Arcidiocesano la  Fraternità Ecumenica "Καρδιά" ( Kardia, ossia Cuore) .

Ai sensi del Canone 65 della Costituzione Canonica della nostra Chiesa, la Fraternità "Καρδιά", nasce con il compito di promuovere la carità in ogni ambito sociale e religioso e soprattutto verso tutti i fratelli Cristiani. La fraternità promuove anche gruppi di preghiera ecumenici, raccolta abiti,  aiuti alimentari ecc.

Da qualche mese la Fraternità Καρδιά era già attiva sia in ambito caritativo assistenziale che attraverso il Gruppo di Preghiera chiamato proprio Kardia (Καρδιά), che tanto si sta adoperando nel sostenere spiritualmente con la preghiera di intercessione le  più o meno importanti criticità che vengono segnalate. Contemporaneamente alla ufficializzazione della Fraternità, sono state anche assegnate le nomine dei responsabili Nazionali, sia della stessa Fraternità che del Gruppo di Preghiera.

Coordinatore della Fraternità Ecumenica "Καρδιά" è stata nominata la  Madrina ( Moglie del sacerdote) Sig.ra Maria Gianserra.

Coordinatore del Gruppo di Preghiera Καρδιά è stata nominata la sig.ra Antonella Silvano.

In alto del presente articolo il loghi distintivo ufficiale della Fraternità, in basso il logo e del Gruppo di Preghiera.

mercoledì 9 aprile 2025

Rito dell' Olio Santo

Rito dell' Olio Santo o Unzione infermi 
L'Unzione degli Infermi è un sacramento presente sia nella Chiesa Ortodossa che nella Chiesa Cattolica, con alcune differenze nella comprensione e nella pratica.
Nella tradizione ortodossa l'Unzione degli Infermi, chiamata anche "Sacra Unzione" o "Oli Santo", è uno dei sette sacramenti della Chiesa Ortodossa.

È un sacramento di guarigione sia fisica che spirituale, inteso a rafforzare l'anima e il corpo del malato. Non è riservato solo a coloro che sono in pericolo di morte, ma può essere amministrato a chiunque sia afflitto da qualunque malattia fisica o spirituale. La Chiesa Ortodossa sottolinea l'aspetto comunitario del sacramento, con la partecipazione di più sacerdoti, se possibile.
 
Il sacramento viene celebrato con la benedizione dell'olio e l'unzione del malato in diverse parti del corpo, vengono lette preghiere per la guarigione e il perdono dei peccati. Spesso, si celebra in chiesa, ma può essere amministrato anche a casa del malato. 

Differenze principali con la tradizione cattolica:

Nella Chiesa Cattolica, l'Unzione degli Infermi è stata tradizionalmente associata al pericolo di morte, mentre nella Chiesa Ortodossa è intesa come un sacramento per tutti i malati. Entrambe le tradizioni vedono il sacramento come un mezzo di guarigione e di perdono.

Entrambe le tradizioni riconoscono l'origine biblica del sacramento, in particolare nel passo di Giacomo 5:14-15 
e credono nel potere di guarigione di Dio attraverso il sacramento e l' olio di oliva.

In sintesi, l'Unzione degli Infermi è un sacramento di guarigione e conforto, con sfumature diverse nella comprensione e nella pratica tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica.

Mons. Gianni De Paola 

mercoledì 2 aprile 2025

Radici Cristiane e Ponti di Dialogo: Un imperativo per l' Italia di Oggi

Radici Cristiane e Ponti di Dialogo: Un Imperativo per l'Italia di Oggi



L'Italia, culla di una civiltà millenaria profondamente intrisa di valori e tradizioni cristiane, si trova oggi di fronte a una realtà multiculturale e multireligiosa in continua evoluzione. In questo scenario dinamico, emerge con forza la duplice necessità di custodire e valorizzare il proprio patrimonio spirituale cristiano e, al contempo, di aprirsi con fiducia e rispetto al dialogo interreligioso.

Le tradizioni cristiane hanno plasmato l'identità culturale, artistica, sociale e persino linguistica del nostro Paese. Dalle festività religiose che scandiscono il calendario, come il Natale e la Pasqua, alle innumerevoli opere d'arte che narrano storie bibliche, passando per l'etica del servizio e della solidarietà che anima molte iniziative di volontariato, il cristianesimo rappresenta un pilastro fondamentale della storia e del presente italiano. Ignorare o sminuire questa eredità significherebbe privarsi di una chiave di lettura essenziale per comprendere chi siamo e da dove veniamo.

Tuttavia, la difesa delle radici cristiane non può e non deve tradursi in chiusura o in contrapposizione verso chi professa fedi diverse. Al contrario, un'autentica comprensione e valorizzazione della propria identità religiosa dovrebbe condurre naturalmente all'apertura e all'incontro con l'altro. Il dialogo interreligioso non è un optional, ma una necessità impellente in un mondo globalizzato, segnato da conflitti spesso alimentati da incomprensioni e pregiudizi religiosi.
Aprire spazi di dialogo significa creare ponti tra culture e fedi diverse, promuovendo la conoscenza reciproca, il rispetto e la collaborazione su temi di comune interesse come la pace, la giustizia sociale, la tutela dell'ambiente e la dignità umana. Significa riconoscere la ricchezza spirituale presente in ogni tradizione religiosa e imparare gli uni dagli altri, superando stereotipi e paure infondate.
In Italia, diverse iniziative testimoniano un impegno crescente verso il dialogo interreligioso. Comunità cristiane, musulmane, ebraiche, buddiste e di altre fedi si incontrano, condividono esperienze, organizzano eventi culturali e progetti di solidarietà. Queste esperienze concrete dimostrano che la convivenza pacifica e la collaborazione sono possibili e portano benefici a tutta la società.

È fondamentale sottolineare che il dialogo interreligioso non implica in alcun modo la rinuncia alla propria fede o la ricerca di un sincretismo religioso artificiale. Al contrario, un dialogo autentico si basa sulla chiarezza delle proprie convinzioni e sul rispetto per quelle altrui. È proprio a partire dalla propria identità ben definita che si può incontrare l'altro in modo costruttivo e sincero.

In conclusione, l'Italia è chiamata a un compito importante e delicato: onorare e custodire le proprie radici cristiane, che continuano a nutrire la sua cultura e i suoi valori, e contemporaneamente aprirsi con coraggio e intelligenza al dialogo interreligioso. Questa duplice responsabilità non è contraddittoria, ma complementare. Solo attraverso la consapevolezza della propria identità e la volontà di costruire ponti di comprensione e collaborazione con chi è diverso da noi, l'Italia potrà continuare ad essere un faro di civiltà e un modello di convivenza pacifica in un mondo sempre più complesso. Sembrerebbe tuttavia che in questi giorni vadano susseguendosi notizie di aperture incondzionate da una identità Cristiana evangelica, ma filo-politica.....brutta faccenda sempre e comunque! Pace a tutti!

P. Gregorio I - Metropolita della Capitanata 
Chiesa Italo Ortodossa Autonoma Riformata

mercoledì 5 marzo 2025

La Grande Quaresima: Un Cammino di Preparazione alla Pasqua per cattolici e ortodossi.

Quaresima: Un Cammino di Preparazione alla Pasqua




La Quaresima è un periodo di quaranta giorni di preparazione spirituale che precede la Pasqua, la festa più importante per i cristiani. Sia la Chiesa Ortodossa che quella Cattolica osservano questo periodo, ma con alcune differenze significative.

La Quaresima ha radici bibliche, che richiamano i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, in preghiera e digiuno, prima di iniziare il suo ministero pubblico. È un tempo di penitenza, preghiera e carità, volto a purificare l'anima e prepararsi a celebrare la risurrezione di Cristo.

 Nella Chiesa Cattolica la Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì Santo mentre nella Chiesa Ortodossa, conosciuta come la "Grande Quaresima", inizia il Lunedì puro e termina il Venerdì Santo. Il calcolo della data della Pasqua è differente tra le due chiese, influenzando di conseguenza il periodo della Quaresima.

In entrambi le Chiese vi sono pratiche di Digiuno e Astinenza:

 * Chiesa Cattolica: Il digiuno prevede di consumare un solo pasto completo al giorno, con la possibilità di due pasti leggeri. L'astinenza dalla carne è obbligatoria il Mercoledì delle Ceneri e tutti i venerdì di Quaresima.
 * Chiesa Ortodossa: Il digiuno è più rigoroso, con l'esclusione di carne, latticini, uova e pesce (in alcune tradizioni). In alcuni giorni è previsto un digiuno totale o un consumo limitato di cibi crudi.

Altre Pratiche Quaresimali

 * Sia i cattolici che gli ortodossi enfatizzano la preghiera, la lettura delle Scritture e le opere di carità durante la Quaresima.
 * Entrambe le tradizioni prevedono liturgie speciali, come la Via Crucis per i cattolici e i Vespri quaresimali per gli ortodossi.
 * Nella chiesa ortodossa viene dato molto rilievo al sacramento della confessione durante questo periodo.

Somiglianze e Punti in Comune


Nonostante le differenze, la Quaresima ha lo stesso scopo fondamentale in entrambe le tradizioni:

 * Prepararsi spiritualmente alla Pasqua.
 * Rinnovare la propria fede attraverso la preghiera, il digiuno e la carità.
 * Riconciliarsi con Dio e con il prossimo.

In conclusione, la Quaresima è un periodo di profonda riflessione e rinnovamento per i cristiani, un cammino condiviso verso la celebrazione della Pasqua, il cuore della fede cristiana.

Mons. Gianni DE PAOLA

Prosfora e Ostia: Due Pani Sacri, Due Tradizioni alla mensa di Nostro Signore

 Prosfora e Ostia: Due Pani Sacri, Due Tradizioni



Prosfora e ostia sono due forme di pane eucaristico utilizzate nelle celebrazioni cristiane, ciascuna con una storia e un simbolismo unici. Sebbene entrambe rappresentino il corpo di Cristo, le loro differenze riflettono le diverse tradizioni liturgiche e teologiche delle Chiese orientali e occidentali.

Prosfora: L'Offerta del Pane Lievitato

La prosfora, dal greco "prosphorá" (offerta), è il pane utilizzato nelle liturgie delle Chiese ortodosse e delle Chiese cattoliche di rito bizantino. È un pane lievitato, preparato con farina di frumento, acqua, sale e lievito, e la sua preparazione è considerata un atto sacro.

  • Simbolismo e preparazione:
    • La prosfora simboleggia l'offerta dei fedeli a Dio e il pane lievitato rappresenta la pienezza della vita in Cristo risorto.
    • La prosfora è contrassegnata da un sigillo con un'impronta a forma di croce e le lettere greche IC XC NI KA, che significano "Gesù Cristo vince".
    • La preparazione è un atto di devozione, spesso accompagnato da preghiere.

Ostia: Il Pane Azzimo del Sacrificio


L'ostia, dal latino "hostia" (vittima), è il pane utilizzato nella liturgia della Chiesa cattolica di rito romano. È un pane azzimo, preparato solo con farina di frumento e acqua, e la sua forma è generalmente rotonda e sottile.

  • Simbolismo e preparazione:
    • L'ostia simboleggia il corpo di Cristo offerto in sacrificio sulla croce.
    • Il pane azzimo richiama la tradizione ebraica della Pasqua, durante la quale gli Ebrei mangiarono pane non lievitato in fretta, prima della loro fuga dall'Egitto.
    • La sua preparazione è più standardizzata.

Differenze e Similitudini

Le principali differenze tra prosfora e ostia risiedono nella lievitazione e nel simbolismo:

  • La prosfora è lievitata, mentre l'ostia è azzima.
  • La prosfora enfatizza l'offerta dei fedeli, mentre l'ostia sottolinea il sacrificio di Cristo.

Tuttavia, entrambe condividono un significato fondamentale:

  • Entrambe rappresentano il pane eucaristico, il corpo di Cristo, e sono il centro della celebrazione eucaristica.
  • Entrambi i pani sono il tramite con il divino.

Un Ecumenismo del Pane

Nonostante le differenze, prosfora e ostia sono un segno di comunione tra le diverse tradizioni cristiane. Il loro significato profondo ci ricorda che, al di là delle diversità, condividiamo la stessa fede in Cristo e lo stesso pane di vita.

Mons. Gianni DE PAOLA

lunedì 13 gennaio 2025

Santa Nina di Georgia

SANTA NINA ISO APOSTOLA DI GEORGIA
Santa Nina, ( 296 circa - 338/340 circa) è stata colei che ha introdotto il cristianesimo in Georgia. Nata in Cappadocia, giunge missionaria in Georgia, dove oltre alla predicazione, il suo evangelizzare era contrassegnato da numerose guarigioni, che ben presto la resero famosa in tutta la Georgia. La Regina Nana di Georgia e suo marito il Re Mirian III di Iberia furono testimoni personalmente di alcuni miracoli di Santa Nina tanto che presto dichiararono il cristianesimo religione di Stato (327 d.C.).

Dopo anni di attività missionaria e centinaia di conversioni, Santa Nina si ritirò sul monte Bodbe, dove vi rimase fino alla morte (340 circa) e in questo posto venne edificato un monastero a lei dedicato.

Il simbolo più importante della Chiesa Ortodossa Georgiana è la Croce di tralci di vite, meglio conosciuta come la Croce di Santa Nina, bastone a forma di croce, con cui lei si accompagnò durante la sua missione evangelizzatrice. La tradizione racconta che questa croce Nina l’abbia avuta in dono dalla Vergine Maria e attualmente è conservata nella Cattedrale Sioni di Tbilisi. 

A Santa Nina chiedo l’intercessione affinchè chiunque abbia letto questo articolo riceva il dono della conversione e la benedizione del Signore:

O serva della parola di Dio, che eguagliavi nella predicazione il primo apostolo chiamato, Andrea, e imitavi gli altri apostoli; illuminatrice dell’Iberia e lira dello Spirito Santo, santa eguale agli apostoli Nina, prega Cristo per la salvezza delle nostre anime”.

martedì 31 dicembre 2024

Messaggio di Auguri per il nuovo anno 2025

Messaggio di Auguri per il nuovo anno 


Carissimi

un nuovo anno si affaccia alle soglie della nostra vita, tutti noi ci auguriamo sia migliore di quello passato!


Sicuramente sarà diverso, in peggio o in meglio sarà come il Signore vorrà che sia! A noi, cari fratelli spetta il compito di non lasciarci trasportare più di tanto dalle “cose” del mondo, ricordando l' invito di Nostro Signore Gesù Cristo: " Siete nel mondo ma non del mondo."

Con queste parole, Gesù ci chiama ad una vita di veri uomini, non certamente fatta di solo spirito, verrebbe meno infatti, tutto il suo esempio, e verrebbe meno anche il mandato agli apostoli di costruire la sua Chiesa terrestre. Nelle parole di Gesù c'è il mistero della vita, una vita vissuta bene per aver compreso il nostro ruolo, il nostro posto nel mondo adoperandoci al meglio nelle mansioni dalla provvidenza affidateci senza perdere di vista la dimensione di Servitori. Ogni nostro impegno terreno non è altro che per l' edificazione di quel “(...) venga il tuo Regno come in cielo così in terra!” (Mt 6:10)

In questo e per questo ogni cristiano è chiamato al “ buon combattimento” tra servire Dio o mammona! 

Non vi è altro scopo alla vita terrena, che quello di guadagnare la Vita Eterna, dimostrando di essere servi fedeli e in coscienza, inutili ( Lc. 17:10).


A tutti voi, i miei migliori auguri di buon servizio anche per questo nuovo anno, 2025 che sia colmo di ogni grazia di Dio!


Pace a tutti ☦️

P. Gianni De Paola 


lunedì 11 novembre 2024

Gruppo di Preghiera "Καρδιά": Benedizione Apostolica


Gruppo di Preghiera Ecumenico "Καρδιά": Benedizioni di S.B. Filippo Ortenzi



Dopo l'incontro di Esicasmo e Preghiera Sensoriale di giugno scorso, è maturata la necessità di costituire un gruppo di preghiera che sostenesse spiritualmente le numerose richieste di aiuto spirituale che mi arrivano da tanti fratelli vicini e lontani e così dopo un lungo discernimento, il 1settembre 2024 nasce il Gruppo di Preghiera della nostra parrocchia.

Il gruppo si chiama "Καρδιά" dal greco Kardìa ovvero "Cuore" proprio facendo riferimento alla "Preghiera del Cuore" dell'Esicasmo e ho voluto avesse carattere ecumenico, ossia aperto a tutti i Cristiani. Ogni cristiano Ortodosso, Cattolico ecc. può se armato di buona volontà e fede partecipare come operatore della preghiera di intercessione per i casi di volta in volta segnalati.


In soli quasi tre mesi di attività, decine sono state le richieste di intercessione per guarigione fisica, spirituale, conversioni e per famiglie in crisi, e questo dato non può che farci riflettere sul grande bisogno di aiuto spirituale che c'è nelle nostre comunità! 

Ogni appartenente al gruppo di preghiera si impegna a recitare preghiere quotidiane per ogni caso che viene segnalato nel gruppo di  Whats app il Mercoledì sera al termine dell' officio del vespro, celebrato in onore di San Nicola per l'invocazione del patrocinio del Santo su tutte le richieste pervenute.

A due partecipanti, per la loro dedizione fraterna alla preghiera quotidiana ho fatto pervenire la Benedizione Apostolica di S.B. Filippo Ortenzi Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana.
A Fabio e Antonietta le mie congratulazioni per la dedizione verso i fratelli bisognosi di cure spirituali, sulle orme evangeliche del buon Samaritano.


Mons. Gianni DE PAOLA

mercoledì 6 novembre 2024

Chiesa Ortodossa Italina: Nomina nuovo Cancelliere e Riordino della Diocesi di Bari

Chiesa Ortodossa Italina: Nomina nuovo Cancelliere e Riordino della Diocesi di Bari

                                        

Si è tenuto a Rimini dal 25 al 27 Ottobre la riunione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana, dove sono stati discussi molti temi di attualità, sia sul piano Spirituale che Sociale. Molta attenzione è stata data all'analisi dello stato dell'essere del dialogo Ecumenico con le altre Chiese Ortodosse e interreligioso, soprattutto alla luce di una sempre più crescente scristianizzazione, sul piano culturale, dell'Italia e dell'Europa in generale. Il tema più preoccupante emerso è l'indifferenza religiosa delle nuove generazioni accompagnata da una deriva sempre più violenta nei rapporti tra coetanei e la mancanza per questi giovani, di punti di riferimento morali autorevoli.

Veniamo ora alle notizie che interessano il nostro territorio e apprendiamo con gioia immensa che il Santo Sinodo ha eletto Mons. Gianni De Paola, nostro parroco,  nuovo Cancelliere della Chiesa Ortodossa Italiana, succedendo a Mons. Roberto Pinna. La nomina è avvenuta su proposta di S. B. Filippo Ortenzi, Metropolita d'Italia. 

A livello territoriale molte altre decisioni sono state prese per un efficientamento delle Strutture della Chiesa Ortodossa Italiana che risulta essere la prima Chiesa Ortodossa capillarmente presente sul territorio italiano. Questa riorganizzazione, ha interessato anche la nostra Diocesi di Bari che ricordiamo comprende la Puglia, il Molise e la Provincia di Matera.


Il provvedimento più importante che ha interessato la nostra Diocesi è stata l'elezione del Vescovo, S.E. Mons. Giovanni Maddamma, Monaco e Superiore Generale della Fraternità di San Francesco, a S.E. ovviamente vanno i migliori auguri per un proficuo mandato.

Altro provvedimento è che Padre Gianni, parroco della nostra Parrocchia San Nicola di Myra, è stato elevato a Corepiscopo e nominato Vicario diocesano della Diocesi di Bari.


Sempre nella Diocesi di Bari, è stato costituito il Decanato del Molise e affidato alla cura Pastorale di Mons. Gianni De Paola


Il Consiglio Parrocchiale










martedì 25 giugno 2024

Esicasmo: L’Arte della Preghiera Sensoriale di Padre Gianni

 

Esicasmo: L’Arte della Preghiera Sensoriale di Padre Gianni


Si è concluso il 25 Giugno, Domenica di Pentecoste il primo incontro della Scuola di Preghiera Sensoriale che Padre Gianni, Prete della Chiesa Ortodossa Italiana sta sperimentando, per riportare nei giovani e meno giovani, la voglia di accostarsi alla Preghiera. 

Alla base di questa Scuola di Preghiera di P. Gianni, c'è l’Esicasmo, tipica modalità di preghiera monastica dell’Ortodossia, ma questa volta, accompagnata e supportata da stimoli sensoriali, ( Uditivi, tattili, olfattivi….) che grazie alla conoscenza più che ventennale di Padre Gianni nell’ambito della Naturopatia, Erboristeria e Aromaterapia ha regalato a noi partecipanti esperienze meditative dal carattere Sacro, molto profonde e terapeutiche per l’anima.

L’incontro ha visto piacevoli momenti di lettura di alcuni passi delle Sacre Scritture e della Filocalia dei Padri antichi sulla Preghiera del Cuore e la Vita Spirituale ( Gregorio il Sinaita, Evagrio Pontico, Simone il Nuovo Teologo, Gregorio Palamas…), momenti di Meditazione e Preghiera, ma anche piacevoli momenti di condivisione anche conviviale all’aperto circondati dalla natura. La due giorni, si è conclusa con la Divina Liturgia celebrata da P. Gianni nella modesta chiesetta intitolata a San Nicola di Myra, sita all’interno del Progetto Hesychia.


La mia è stata una esperienza bellissima e ho vissuto nel cuore e nell’anima esperienza del sacro indescrivibile e la testimonianza degli altri partecipanti raccontano di medesime profonde sensazioni. Un ringraziamento a Padre Gianni, nonché mio marito, da parte di tutto il gruppo. “ Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me!”

Maria Gianserra ( Lettore )




Il Ritorno alle Sorgenti: La Missione della Chiesa Italo-Ortodossa Autonoma Riformata

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